Arte Italiana è uno spazio aperto a tutti i galleristi e artisti d'Italia che desiderano pubblicizzare gratuitamente le mostre da loro organizzate. Il blog è altresì un luogo in cui è possibile parlare d'arte in generale.
domenica 18 luglio 2010
"seduzioni d'Oriente, da Sheherazade a Mata Hari"
Mescolate esclusivi ingredienti originali dai sapori incomparabili:
la capacità organizzativa e di coordinamento di Roberta Di Chiara, i movimenti sapienti e seducenti di Rosaria Di Chiara, le suggestive idee dello scenografo Gaspare Lombardo, i variopinti pigmenti delle immagini video di Viola Di Massimo e, dopo aver shakerato un po', unite tutto al sax del musicista Simone Arlorio, alla chitarra di Dario Fugalli e ai ritmi orientali del percussionista Max R.F.
Bene, ci siamo quasi: ora aggiungete un pizzico di agitazione, un po' di euforia, una piccola squadra di bravi tecnici delle luci e mi raccomando, solo alla fine, aggiungete una serata estiva che sa di mare e di stelle, una cornice di tulle leggerissimo dai colori caldi ed ecco che finalmente ce l'abbiamo fatta, il cocktail è pronto! Si chiama "seduzioni d'Oriente", uno spettacolo di danze orientali reso possibile dalla Pro Loco di Porto Potenza Picena (MC) il 4 luglio 2010 in piazza Douhet, una serata così trascinante che a fine spettacolo ho visto spettatori alzarsi dalla sedia ancheggiando flessuosamente.
Credo sia possibile degustare questo cocktail solo una volta l'anno perché lascia uno stato d'ebbrezza che dura almeno 364 giorni ma se volete assaggiarne un po', beh! Anche se il profumo di incenso al patchouli non potrà sentirsi, fortuna che c'è internet! Le video scenografie sono visibili sul canale di you tube http://www.youtube.com/user/oltreviola#g/u ed il filmato dell'intero spettacolo sarà visibile presto, nel frattempo qualche assaggio su: http://www.youtube.com/watch?v=ZGZBQKcXzwQ
Buona visione!
F.M.
www.violadimassimo.com
sabato 17 luglio 2010
Mostra personale di Walter Passarella "Faber Tempus"
24 luglio - 15 agosto 2010
Inaugurazione Sabato 24 luglio 2010 ore 18,00: introduzione dell'artista; a seguire, rinfresco.
Curatori Artistici: Lorella Carisio e Marco Bertoloni
Attori: Andrea Mazzino, Lorella Carisio
Modella: Beatrice Barbato
Riprese, mongaggio e produzione video: Sasha Galkin
Info: 347.0875524 - 339.2160627 - www.walterpassarella.it
Attori: Andrea Mazzino, Lorella Carisio
Modella: Beatrice Barbato
Riprese, mongaggio e produzione video: Sasha Galkin
Info: 347.0875524 - 339.2160627 - www.walterpassarella.it
- FABER TEMPUS -
Per accostarci a quelli che sono i movimenti di pensiero di chi, come l’artista W.Passarella si mette a nudo nel misurarsi con quelle che potremmo definire partizioni f...isse di frangenti del nostro vivere, dobbiamo partire da alcune considerazioni. La più importante, è valida per ogni artista e per qualsiasi forma di arte, sia per chi la produce e la offre sia per chi poi si sofferma ad apprezzarla. Si tratta dell’umiltà. Sì, l’umiltà che porta sia gli uni che gli altri a predisporre nel giusto modo il proprio animo, pronto a recepire codici universali, presenti ovunque, e che porta gli altri a cogliere ciascuno il proprio messaggio, attraverso le emozioni che l’artista cattura e trasferisce nel proprio lavoro. L’umiltà per l’artista deve anche essere intesa come consapevolezza di poter fare, direi quasi di “dover” fare, e farlo nel modo suggerito dal proprio animo che, non a caso, è diverso per sensibilità di percepire, per capacità di elaborare, tradurre e trasferire emozioni.
Il compito è arduo, già in valore assoluto, già per se stesso.
La materia lo rende oltremodo tortuosamente affascinante.
Il tempo. Quale altro motivo e quanto mai potrebbe superare in vastità di stimoli, di suggerimenti, di sfide, di suggestioni questo argomento?
Assolutamente niente. Il tempo stimola e richiede attenzione e l’artista, che dispone di capacità tali da reggere il confronto, lo propone con immagini che pur nella loro propria staticità trasmettono un dinamismo inscindibile, in quanto proprio della natura di ciò che l’artista ci propone. Quel dinamismo che è la vera essenza del tempo. Ci sono opere che rendono onore alla grande umiltà e sensibilità dell’autore, proprio con quell’irrequietezza con la quale si pongono in un atteggiamento provocatorio, a volte estremamente provocatorio, tanto da risultare percepibili anche quando, una volta fissatane l’immagine nella mente, l’osservatore decida di volgere lo sguardo altrove. Sono opere che hanno avuto una dote in più dall’autore; hanno avuto la possibilità di portare avanti in totale autonomia il messaggio carpito e ad esse affidato. Mai ci si trova a domandarsi cosa voglia dire l’autore, bensì ci si sente come interrogati noi, osservatori, da parte di queste stesse opere; quasi esse siano state dotate della capacità di interagire a livello di comunicazione e non solo di trasmettere un semplice messaggio. Si ha quasi la sensazione che l’autore si sia poi messo in disparte, lasciando che sia l’opera stessa completarsi con questa capacità che egli ha trasfuso. Alcune opere in particolare rivelano una struttura di pensiero complessa e completa; si tratta di opere con le quali, a momenti, pare per nulla impossibile, e neppure strano, trovarcisi a dialogare. Probabilmente si tratta di un comunicare inconsapevole ed involontario tra ciò che l’artista ha carpito dall’universo e trasferito nei suoi lavori e ciò che di analogo vive dentro chiunque di noi si ponga ad osservare. Il tempo.
Esso è sempre, è ovunque e questa sua natura lega tutto a tutti in un viaggio che potrebbe non essere mai iniziato e che di conseguenza potrebbe mai finire.
Per accostarci a quelli che sono i movimenti di pensiero di chi, come l’artista W.Passarella si mette a nudo nel misurarsi con quelle che potremmo definire partizioni f...isse di frangenti del nostro vivere, dobbiamo partire da alcune considerazioni. La più importante, è valida per ogni artista e per qualsiasi forma di arte, sia per chi la produce e la offre sia per chi poi si sofferma ad apprezzarla. Si tratta dell’umiltà. Sì, l’umiltà che porta sia gli uni che gli altri a predisporre nel giusto modo il proprio animo, pronto a recepire codici universali, presenti ovunque, e che porta gli altri a cogliere ciascuno il proprio messaggio, attraverso le emozioni che l’artista cattura e trasferisce nel proprio lavoro. L’umiltà per l’artista deve anche essere intesa come consapevolezza di poter fare, direi quasi di “dover” fare, e farlo nel modo suggerito dal proprio animo che, non a caso, è diverso per sensibilità di percepire, per capacità di elaborare, tradurre e trasferire emozioni.
Il compito è arduo, già in valore assoluto, già per se stesso.
La materia lo rende oltremodo tortuosamente affascinante.
Il tempo. Quale altro motivo e quanto mai potrebbe superare in vastità di stimoli, di suggerimenti, di sfide, di suggestioni questo argomento?
Assolutamente niente. Il tempo stimola e richiede attenzione e l’artista, che dispone di capacità tali da reggere il confronto, lo propone con immagini che pur nella loro propria staticità trasmettono un dinamismo inscindibile, in quanto proprio della natura di ciò che l’artista ci propone. Quel dinamismo che è la vera essenza del tempo. Ci sono opere che rendono onore alla grande umiltà e sensibilità dell’autore, proprio con quell’irrequietezza con la quale si pongono in un atteggiamento provocatorio, a volte estremamente provocatorio, tanto da risultare percepibili anche quando, una volta fissatane l’immagine nella mente, l’osservatore decida di volgere lo sguardo altrove. Sono opere che hanno avuto una dote in più dall’autore; hanno avuto la possibilità di portare avanti in totale autonomia il messaggio carpito e ad esse affidato. Mai ci si trova a domandarsi cosa voglia dire l’autore, bensì ci si sente come interrogati noi, osservatori, da parte di queste stesse opere; quasi esse siano state dotate della capacità di interagire a livello di comunicazione e non solo di trasmettere un semplice messaggio. Si ha quasi la sensazione che l’autore si sia poi messo in disparte, lasciando che sia l’opera stessa completarsi con questa capacità che egli ha trasfuso. Alcune opere in particolare rivelano una struttura di pensiero complessa e completa; si tratta di opere con le quali, a momenti, pare per nulla impossibile, e neppure strano, trovarcisi a dialogare. Probabilmente si tratta di un comunicare inconsapevole ed involontario tra ciò che l’artista ha carpito dall’universo e trasferito nei suoi lavori e ciò che di analogo vive dentro chiunque di noi si ponga ad osservare. Il tempo.
Esso è sempre, è ovunque e questa sua natura lega tutto a tutti in un viaggio che potrebbe non essere mai iniziato e che di conseguenza potrebbe mai finire.
(Marco Bertoloni)
lunedì 12 luglio 2010
Dall'acqua nasce l'anima

L’acqua è uno degli elementi più intimamente legati all’uomo, alla sua storia al suo stesso essere e alla sua psicologia . Un elemento che fin dalla notte dei tempi è stato considerato magico e misterioso e dunque legato a infinite simbologie e culti religiosi.
La città di Baveno trova un collegamento naturale con l’acqua essendo adagiata sulle sponde del lago Verbano o Lago Maggiore, specchiandosi nelle sue acque limpide , condividendone la bellezza il suo cambiare aspetto giorno dopo giorno ora dopo ora.
L’acqua sarà il mezzo per intraprendere un viaggio attraverso mondi altrimenti difficili da raggiungere e l’arte contemporanea sarà il traghettatore.
Dall’acqua noi nasciamo ed essa rappresenta da sempre la fonte di purificazione e quindi di rinascita. Immergersi nell’acqua ci catapulta in una dimensione particolare in cui tutto è distorto e ovattato: semplicemente diverso. Ci si trova allora in una dimensione molto simile a quella dell’immaginazionee dei sogni, proprio da dove l’artista estrae immagini forti o ricche di simbolismo e che sappiano comunicare a un livello più profondo. Inabissarsi in queste acque profonde che sono dentro di noi ci permette di varcare porte che si aprono nell’immaginifico permettendoci diplasmare un infinito numero di creature, pensieri, parole: arte.
Secondo le numerose leggende le creature misteriose che popolavano le acque dell’antichità altro non erano che le nostre intime paure che oggi sono altrove e prendonoforme diverse ma che sono tutte riconducibili a ciò che non conosciamo o che è insondabile come in passato erano le profondità marine. La nostra vita è stata spesso definita come la corrente di un fiume che scorre inesorabilmente senza mai fermarsi e così facendo ci arricchisce di esperienze e immagini nuove.
L’artista a volte sembra essere sulla riva di questo fiume e quindi capace di carpire immagini e realtà che chi è nel mezzo dei flutti non riesce a percepire se non in maniera superficiale. L’ispirazione per l’artista è un po’ come l’acqua: una sostanza primordiale informe da cui tutte le forme possono nascere con infinite potenzialità che ancora non sono manifeste.
L’acqua è tutto questo: è in grado di creare, purificare, dissolvere, cancellare, materializzare, donare la vita, guarire, ispirare saggezza, rendere immortali, essa è il primo specchio dell’uomo pensante, l’unico specchio che ci fornisce la capacità di vedere dentro le nostre emozioni.
L’acqua ci piace, ci affascina e ci ispira perché essa rappresenta un po’ noi stessi con la nostra energia vitale; all’apparenza sempre la stessa ma sempre diversa goccia dopo goccia se analizzata in profondità. L’acqua assomiglia all’anima dell’essere vivente, non ha principio e non ha fine, è differente e si presenta in innumerevoli forme.
Con questa mostra ospitata a Bavenocompiremo un viaggio a bordo della “nave arte” verso luoghi lontani e misteriosi, ma semplicemente dentro di noi.
La mostra rientra nel programma creato Antichi Palazzi creato da Camaver Kunsthaus
Luogo: Sala Consiliare del Comune di Baveno
Piazza D. Alighieri, 14 - Baveno (VB)
Periodo: dal 17 al 25 luglio 2010
Inaugurazione: sabato 17 luglio dalle 18,00
Orari: Martedì - Domenica dalle 18 alle 22
Info: T. 3285930092 info@camaver.com
Artisti: Dalia Blauensteiner, Alejandro Capriles, Massimo Falsaci, Victoria Fontana, Isabelle Hosier, Jakub Jerabek, Emanuela Mezzadri, Urban Saxer, John Ligtenberg, Yari Ostovany, Rob Van Leeuwen.
Curatori: Marcello Cazzaniga (Camaver Kunsthaus)
Patrocini: Regione Piemonte, Provincia VCO, Distretto Turistico dei Laghi, Comune di Baveno, Camera di Commercio VCO.
martedì 6 luglio 2010
Dall'acqua nasce l'anima

L’acqua è uno degli elementi più intimamente legati all’uomo, alla sua storia al suo stesso essere e alla sua psicologia . Un elemento che fin dalla notte dei tempi è stato considerato magico e misterioso e dunque legato a infinite simbologie e culti religiosi.
La città di Baveno trova un collegamento naturale con l’acqua essendo adagiata sulle sponde del lago Verbano o Lago Maggiore, specchiandosi nelle sue acque limpide , condividendone la bellezza il suo cambiare aspetto giorno dopo giorno ora dopo ora.
L’acqua sarà il mezzo per intraprendere un viaggio attraverso mondi altrimenti difficili da raggiungere e l’arte contemporanea sarà il traghettatore.
Dall’acqua noi nasciamo ed essa rappresenta da sempre la fonte di purificazione e quindi di rinascita. Immergersi nell’acqua ci catapulta in una dimensione particolare in cui tutto è distorto e ovattato: semplicemente diverso. Ci si trova allora in una dimensione molto simile a quella dell’immaginazionee dei sogni, proprio da dove l’artista estrae immagini forti o ricche di simbolismo e che sappiano comunicare a un livello più profondo. Inabissarsi in queste acque profonde che sono dentro di noi ci permette di varcare porte che si aprono nell’immaginifico permettendoci diplasmare un infinito numero di creature, pensieri, parole: arte.
Secondo le numerose leggende le creature misteriose che popolavano le acque dell’antichità altro non erano che le nostre intime paure che oggi sono altrove e prendonoforme diverse ma che sono tutte riconducibili a ciò che non conosciamo o che è insondabile come in passato erano le profondità marine. La nostra vita è stata spesso definita come la corrente di un fiume che scorre inesorabilmente senza mai fermarsi e così facendo ci arricchisce di esperienze e immagini nuove.
L’artista a volte sembra essere sulla riva di questo fiume e quindi capace di carpire immagini e realtà che chi è nel mezzo dei flutti non riesce a percepire se non in maniera superficiale. L’ispirazione per l’artista è un po’ come l’acqua: una sostanza primordiale informe da cui tutte le forme possono nascere con infinite potenzialità che ancora non sono manifeste.
L’acqua è tutto questo: è in grado di creare, purificare, dissolvere, cancellare, materializzare, donare la vita, guarire, ispirare saggezza, rendere immortali, essa è il primo specchio dell’uomo pensante, l’unico specchio che ci fornisce la capacità di vedere dentro le nostre emozioni.
L’acqua ci piace, ci affascina e ci ispira perché essa rappresenta un po’ noi stessi con la nostra energia vitale; all’apparenza sempre la stessa ma sempre diversa goccia dopo goccia se analizzata in profondità. L’acqua assomiglia all’anima dell’essere vivente, non ha principio e non ha fine, è differente e si presenta in innumerevoli forme.
Con questa mostra ospitata a Bavenocompiremo un viaggio a bordo della “nave arte” verso luoghi lontani e misteriosi, ma semplicemente dentro di noi.
Luogo: Sala Consiliare del Comune di Baveno
Piazza D. Alighieri, 14 - Baveno (VB)
Periodo: dal 17 al 25 luglio 2010
Inaugurazione: sabato 17 luglio dalle 18,00
Orari: Martedì - Domenica dalle 18 alle 22
Info: T. 3285930092 info@camaver.com
Artisti:Dalia Blauensteiner, Alejandro Capriles, Massimo Falsaci, Victoria Fontana, Isabelle Hosier, Jakub Jerabek, Emanuela Mezzadri, Urban Saxer, John Ligtenberg, Yari Ostovany, Rob Van Leeuwen.
Curatori: Marcello Cazzaniga (Camaver Kunsthaus)
Patrocini: Regione Piemonte, Provincia VCO, Distretto Turistico dei Laghi, Comune di Baveno, Camera di Commercio VCO.
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massimo falsaci
Personale di Gian Genta a Villa Scasso di Sassello " TRE GALLI, GIOVANI DONNE E QUALCHE CIVETTA "

Dal 24 luglio al 8 d'agosto in un panorama quasi incantato tinto dai colori della campagna in una dimora perfetta è possibile visitare la mostra personale di Gian Genta " TRE GALLI,GIOVANI DONNE E QUALCHE CIVETTA " con le sue accativanti sculture in ceramica sotto il Patrocinio del Comune di Sassello.Un periodo di intensa attività per Gian Genta protagonista dell'arte ceramica savonese.Dopo una brillante performance alla Fiera d'arte contemporanea di Forlì lo abbiamo ritrovato negli Ateliers degli artisti nel Palazzo del Commissario alla Fortezza del Priamar e rivisto ad Albissolarte in occasione del Festival internazionale della Maiolica e nel contempo presente con Sandro Soravia alla manifestazione Candelo in fiore presentato dall'Ecomuseo della terracotta del Biellese.Villa Scasso nasce dal recupero di un’antica dimora la cui opera di restauro ne ha rispettato il carattere.
INAUGURAZIONE Sabato 24 Luglio ORE 17.30
PRESENTAZIONE DEL SINDACO PAOLO BADANO
VILLA SCASSO Via dei Perrando, 19 - 17046 Sassello (Savona)
Tel. +39 347 25 49 590
INAUGURAZIONE Sabato 24 Luglio ORE 17.30
PRESENTAZIONE DEL SINDACO PAOLO BADANO
VILLA SCASSO Via dei Perrando, 19 - 17046 Sassello (Savona)
Tel. +39 347 25 49 590
Come raggiungerci:
Si può raggiungere Sassello imboccando l'Autostrada Genova-Ventimiglia, uscendo al casello di Albisola e proseguendo lungo la SS 334 del Sassello in direzione Acqui Terme.
Provenendo dalla Lombardia: Dall'Autostrada A7 prendere il raccordo per la A26 Voltri-Santhià, uscita Ovada, proseguire infine per Acqui Terme e prendere la SS 334 del Sassello.
Dal Piemonte: Autostrada A26 Voltri-Santhià, uscita Alessandria Sud, raggiungere Acqui Terme e proseguire per la SS 334 del Sassello.
Provenendo dalla Lombardia: Dall'Autostrada A7 prendere il raccordo per la A26 Voltri-Santhià, uscita Ovada, proseguire infine per Acqui Terme e prendere la SS 334 del Sassello.
Dal Piemonte: Autostrada A26 Voltri-Santhià, uscita Alessandria Sud, raggiungere Acqui Terme e proseguire per la SS 334 del Sassello.
giovedì 1 luglio 2010
“Musicalmente esistenziale” al Castello di Zavattarello
Il Castello di Zavattarello ospita dal 4 al 18 luglio la mostra personale di un artista che dall'Oltrepò Pavese è giunto fino a New York, da cui è ritornato con un attestato di merito artistico rilasciato dalla giuria del “Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica Città di New York” che di lui dice: “La mirabile resa artistica denuncia la perizia di una ricercatezza psicologica e di una padronanza nel gestire i mezzi della tecnica trasmettendo vibranti emozioni”.
Sono proprio queste “vibranti emozioni” emerse negli Stati Uniti che tornano a risuonare tra le colline dell'Oltrepò nella mostra dal titolo “Musicalmente esistenziale”. Nelle opere in esposizione al Castello di Zavattarello vedremo tutto il percorso della vita di questo artista trasparire dalle sue opere, emergere e insinuarsi con forza nel nostro intimo, per andare a scuotere le nostre sensazioni più sopite. Fonte primaria d'ispirazione per lui è la musica, che comunica attraverso le immagini: nella serie “Musicalmente esistenziale” si fondono un collage di cantanti famosi e spartiti musicali con la tecnica molto comunicativa dell'Action Painting. Paolo Arezzi ama definire la sua arte come una forma di pop-art “esistenziale”, mescolata ad una sorta di cubismo semplificato che ben si adatta a una tematica piuttosto delicata come l'introspezione, l'osservazione di sé e del mondo circostante e l'espressione delle emozioni attraverso l'arte.
Sono proprio le emozioni e le sensazioni al centro delle opere di Arezzi, che vogliono far riflettere su sé stessi prima che sull'arte, sul mondo di oggi prima che sul mondo dell'artista: la forza dei suoi quadri sta nell'aver tradotto in arte le proprie esperienze per comunicarle agli altri e rendere gli spettatori partecipi, facendo riconoscere nelle sue emozioni quelle emozioni universali che tutti una volta o l'altra abbiamo provato.
La mostra personale al Castello di Zavattarello costituisce un ritorno in patria dell'artista dopo molto tempo speso all'estero tra premi, concorsi ed esposizioni: partito come tanti altri prima di lui con solo una valigia di sogni e pennelli, ritorna in Italia con un bagaglio di capacità artistiche che corona il percorso di ricerca della propria strada, artistica e morale, portando in luce un'arte “esistenziale” e concettuale che ancora molto ha da comunicare.
Inaugurazione domenica 4 luglio 2010 alle ore 16.30: presentazione dell'artista, intrattenimento musicale e rinfresco per tutti gli intervenuti. Ingresso libero.
Inaugurazione domenica 4 luglio 2010 alle ore 16.30: presentazione dell'artista, intrattenimento musicale e rinfresco per tutti gli intervenuti. Ingresso libero.
La mostra è visitabile il sabato e la domenica dalle ore 14,30 alle ore 19,30, gli altri giorni su prenotazione. P
er informazioni, www.zavattarello.org
er informazioni, www.zavattarello.org
dott.ssa Sara Rossi
Direttore del Museo d'arte contemporanea
del Castello di Zavattarello
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