martedì 30 giugno 2009

Colori e profumi 2a edizione - Rassegna d’Arte Contemporanea


Le tele di Vincenzo Del Duca divengono il grande teatro delle emozioni, il cui palcoscenico ideale trova un perfetto equilibrio tra fantasia e realtà.

Le opere dell’autore rievocano la cultura mediterranea attraverso l’abile impiego cromatico, nel quale si scorge il caldo respiro solare che con una luce abbagliante s’imprime nel segno, morbido e vellutato, suggerito da una fluente pennellata di sapore espressionista.

Protagonista della sua pittura è tuttavia il racconto, dove la narrazione della Natura diventa storia universale di colori e simboli.

A cura di Sabrina Falzone

Organizzazione dell'evento: Associazione Culturale Arte Italiana con il Patrocinio del Comune di Roma I Municipio,l'Ambasciata Araba d'Egitto e RomArt.it

Vernissage 17/07/2009 ore 17.00

Chiusura della rassegna 30/07/2008

Spazio espositivo
Ambasciata Araba d'Egitto in ROMA - Istituto di Cultura, Via Delle Terme di Traiano, 13

Direzione artistica
: Teresa Coratella

Riferimenti telefonici: 320.8519427

Caratteri diversi


La Galleria RossoCinabro apre le porte ad artisti emergenti e già affermati che si sanno muovere con disinvoltura nelle molteplici forme d'arte, dalla pittura alla grafica, dalla fotografia alla pubblicità fino al fumetto. Sentiamo l’esigenza infatti di dare spazio ad artisti che sperimentano e fondono la propria capacità tecnica manuale con le possibilità offerte dalla moderna tecnologia, creando così personali universi visivi che hanno nella varietà dei mezzi utilizzati il loro tratto caratterizzante e distintivo.

In mostra opere di: Claude Bonanno, Mara De Pietri, Silvia Giusti, Enrico Greci, Francesca Grilli, Cristina Madini, Giuseppa Marinaccio, Fabiola Murri.

Claude Bonanno si concentra rapporti tra l’Uomo e la Natura, ricercando la “terrible beauty”, come la definisce il poeta Yeats, che rimane quando cambia il mondo radicalmente: il colore sfumato e misterioso dei fumi tossici che escono dalle ciminiere, la polluzione dell’acqua, le mostruose costruzione urbane che irrigidiscono il mondo vivente...
I suoi dipinti sono sempre commenti sulla realtà che ci circonda. L’intenzione è di andare oltre una semplice resa della realtà e di scavare sotto la superficie, con l’occhio dell’esperienza di chi ha vissuto e viaggiato a lungo. La sua ispirazione è il mondo che vediamo, la condizione umana che viviamo, sia qui o nel terzo mondo.

Mara De Pietri predilige la figura, dandone di conseguenza, assoluta priorità. La persona dapprima colta generalmente in forme essenziali, seguendo i canoni legittimati da esemplare tipica classicità, con vigore e forza intensi, significativi, tali da palesare appieno i sensi profondi dello spirito, dell'essere segreto.

Silvia Giusti nei suoi Toy child fissa in sospensioni sconfinate persone reali costruite attraverso mixages di linguaggi propri del mondo dell’immagine. Elementi pubblicitari, fumettistici e legati all’illustrazione vengono epurati e sintetizzati in volti dalla dimensione vuota e caramellosa di un mondo nutrito di parvenza. Che comunque gira intorno alle esistenze a definire in modo tangenziale identità contemporanee, decentrate, liminari, massificate. Che prima di volgere all’ introspezione, raccontano in modo veloce, consumistico, l’urgenza di rapportarsi con un mondo rapido, che non si sofferma, ma in cui bisogna in qualche modo esistere.
Silvia Giusti vive da anni in un ecosistema artistico che fa della comunicazione principio invasivo, capillare, moltiplicativo. La sua è una strategia operativa pronta alla ricezione, al rilancio, alla divulgazione rapida, massiva, interconnessa. La strada, quanto la rete con il loro bagaglio visivo e relazionale, sono i luoghi d’eccellenza di Silvia, che con le proprie creazioni (dipinti, oggetti, adesivi, cartoline) naviga fuori dai circuiti convenzionali ..

Enrico Greci ha collaborato con importanti artisti contemporanei : Michelangelo Pistoletto, Carla Accardi, Mario Merz. Vanta anche la collaborazione all'attuazione del Sol LeWitt wall drowings e la realizzazione pittorica di molti studi tv rai. Il mondo di Greci è all'apparenza vivace e colorato, ma nasconde citazioni di carattere storico e sociale a volte anche molto impegnative. Le sue pitture sono una sorta di diario di annotazioni personali fatto di immagini doppie, speculari talvolta prospetticamente distorte, racconta i personaggi famosi della musica, del cinema, della politica, ed è proprio questo diario che mette in comunicazione Greci con "tutto". Nei suoi quadri si sente il pulsare della storia e l'urgenza caotica di una vita che si snoda ad un ritmo accellerato e confuso, ma Greci riesce a trasformare questo caos in spettacolo di immagini e visioni, in una amalgama di impasti governati sottilmente dal pennello, seducendo nelle stesure dei colori, deliziosamente morbidi e "tremolanti" attenuando le linee geometriche con fluide vibrazioni. Il suo è un continuo esercizio di citazioni, giocando ambiguamente tra fonti colte e popolari, ed è proprio questa ricerca intellettuale che va oltre la semplice figurazione a far si che Greci risulti uno dei più promettenti artisti della New Pop Art Italiana.

Francesca Grilli, ha prodotto opere grafiche sperimentando diverse tecniche nel campo della digital art e video. Procedendo nella sperimentazione fotografica e mantenendo come tema la luce e il colore, realizza diversi video e fotografie elaborando le immagini in movimento. Da queste elaborazioni, nel corso degli anni, idea la collezione MPP ovvero: moving phototgraphic processing. La luce e i colori catturati in velocità, esprimono il carattere dei luoghi attraversati, le emozioni dell’operatore nella loro interazione con il ripreso, in una sinergia di ambienti, immagini, percorsi, sentimenti. Ogni MPP rappresenta un istante, un’ emozione unica, non riproducibile.

Le opere di Giuseppa Marinaccio in arte Prienne sono realizzate con una tecnica che tradisce la sua grande passione per l'incisione. I soggetti sono presi dalla vita di tutti i giorni come tanti piccoli frammenti di vita vissuta attraverso uno studio meticoloso riesce a frugare nei meandri della psiche umana, evidenziando così l'animo interiore di un soggetto, oppure dare vita ad un paesaggio che apparentemente sembra statico ma osservandolo con animo attento vede intrecciarsi la rete della vita. China, collage acrilico sono un connubio insolito che riescono a dare una svolta dinamica all'apparente monotonia della grafica. Soggetti inconsueti come gli insetti che emergono e si intrecciano copiosi suoi corpi umani e si insinuano tra gli anfratti naturali sfociando nei meandri della simbologia.

Le modalità non-figurative nell’opera di Fabiola Murri tendono ad estrinsecare le sensazioni interiori, le pulsioni e le emozioni, tanto che Fabiola affida ai colori e alle forme libere le vibrazioni dell’anima, consapevole che la pittura astratta gratifica in primis l’Autrice, la quale in tal modo crea opere espressionistiche che intensificano la gioia di vivere e di appartenere al mondo e al consorzio umano, cui sono destinate le composizioni che il pennello, la tavolozza e, principalmente, l’immaginazione creativa di Fabiola sanno offrire al pubblico dei suoi estimatori. Le forme libere ed i colori armonici, quasi sempre insaturi, comunicano sentimenti dinamici ma non aggressivi.

La mostra proseguirà sul web dal 15 luglio al 31 dicembre 2009.

A cura di Cristina Madini
Organizzazione e promozione RossoCinabro

RossoCinabro
Piazza Giuseppe Mazzini, 6
00018 Palombara Sabina (RM)
Ingresso libero
vernice ore 12,30 sabato 4 luglio

Artelibro Festival del Libro d'Arte 6a edizione


La sesta edizione di Artelibro Festival del Libro d’Arte si svolgerà a Bologna dal 24 al 27 settembre 2009. Promosso da Associazione Artelibro e Associazione Italiana Editori, Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna, Alma Mater Università di Bologna, il Festival è realizzato in collaborazione con ALAI-Associazione Librai Antiquari d’Italia, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali e il Diritto di Autore-Centro per il libro e la lettura e con la collaborazione dell’ICE-Istituto Nazionale per il Commercio Estero.

Palazzo di Re Enzo e del Podestà, sede della mostra-mercato, ospiterà gli editori d’arte e i librai antiquari, alternando l’esposizione di libri moderni ed antichi con un allestimento particolarmente accurato ed elegante. Oltre ai maggiori editori e ai più prestigiosi librai antiquari italiani e internazionali, saranno presenti stamperie d’arte specializzate, editori di ricerca europei e riviste nazionali e internazionali, selezionate e invitate da Artelibro, con particolare attenzione alle realtà giovani più innovative.

In Artelibro 2009 il libro è più che mai protagonista. Una grande kermesse culturale per un pubblico di esperti, collezionisti e bibliofili alla ricerca di rarità ed edizioni speciali, di operatori – critici e storici dell’arte, architetti, fotografi, librai, stampatori, grafici, artisti - interessati ad approfondire i temi professionali, di appassionati di libri d’arte e d’artista, di famiglie, bambini e ragazzi coinvolti in laboratori e workshop a loro dedicati. Si tratterà di libri d’artista e di riviste, di grafica editoriale e di artigianato artistico, di romanzi d’arte e di comunicazione. Officina Artelibro offrirà, con interventi e interviste, testimonianze esemplari di protagonisti ed operatori. Con il Rapporto sull’editoria d’arte italiana l’Associazione Italiana Editori presenterà i primi risultati della sua ricerca soprattutto in relazione al mercato estero.

In continuità con le passate edizioni non mancheranno i momenti di riflessione sul libro antico, organizzati in collaborazione con ALAI – Associazione Librai Antiquari d’Italia, così come le iniziative dedicate al mondo dei fac-similari. Incontri pubblici e lezioni magistrali con i grandi nomi dell’arte e dell’editoria saranno organizzati da Artelibro e dagli espositori, in collegamento con la pubblicazione di monografie di artisti, cataloghi di mostre, collane e saggi.

Al tema guida permanente L’arte di fare il libro d’arte si affianca quest’anno il corollario, certo non meno importante, dell’arte di diffonderlo e valorizzarlo. Oltre alle conversazioni, letture e dibattiti, che si svolgeranno nelle più prestigiose sale della città, si è ideato un “percorso biblioteche”: itinerari e visite guidate per far conoscere e favorire la visita di biblioteche e musei, librerie e gallerie, associazioni e fondazioni, impegnate nella valorizzazione del loro patrimonio e nella conoscenza e divulgazione del libro d’arte e d’artista. Con Bologna “biblioteca d’arte diffusa” diventa sempre più importante l’apporto delle istituzioni culturali, pubbliche e private, del territorio. Da segnalare l’iniziativa “Serata d’autore per Artelibro 2009” promossa dalle Gallerie d’arte associate all’ASCOM con mostre dedicate al libro d’artista e un’apertura straordinaria al sabato sera.

Come tradizione del Festival, anche nel 2009 ci saranno esposizioni di libri d’artista e di pregio.
Nei suggestivi spazi della Biblioteca Universitaria di Bologna, saranno esposti i libri d’artista e i cataloghi di Olafur Eliasson con un’opera dell’artista stesso. A cura di Luca Cerizza, la mostra sarà accompagnata da un nuovo libro, prodotto da Artelibro e concepito per l’occasione, dedicato all’attività editoriale di Eliasson.

I libri d’artista si alterneranno ai carteggi musicali del museo nella mostra Sol Lewitt. Artist’s books con installazione sonora di Philip Glass al Museo Internazionale e Biblioteca della Musica. A cura di Giorgio Maffei e Emanuele De Donno, la mostra è dotata di un catalogo prodotto da Viaindustriae.

A fianco delle attività dedicate agli adulti, si articolerà un ricco programma di mostre e laboratori riservati al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Sotto la dicitura Artelibro ragazzi verranno, infatti, coordinate diverse iniziative, realizzate in collaborazione con le case editrici specializzate e gli operatori della città. In collaborazione con la casa editrice francese Les Trois Ourses, nelle sale espositive della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, si farà una mostra di libri d’artista per l’infanzia cui saranno collegate attività laboratoriali gestite dal MAMbo e un convegno internazionale. Artebambini svilupperà un seminario e workshop legati alla mostra Cieli, le tavole dipinte da Svjetlan Junakovich per il ilbro omonimo, allestita nella piazza coperta di Sala Borsa.

Per una sempre maggiore comunicazione e per svolgere così la sua importante funzione di supporto e di diffusione per, e con, l’editoria d’arte italiana e internazionale Artelibro ha trasformato il proprio sito che non è più solo la vetrina della manifestazione, ma una vera e propria piattaforma espositiva al servizio dell’editoria d’arte e dei suoi fruitori, un luogo d’eccellenza dove un’apposita redazione seleziona e pubblica le più interessanti novità editoriali e le attività segnalate dagli editori e dalle istituzioni culturali coinvolte nel Festival. La newsletter, attiva già dalla passata edizione, viene ora spedita agli indirizzi mail degli iscritti con cadenza quindicinale.

Info contact

Segreteria organizzativa
Noema srl – Bologna
info@noemacongressi.it
Tel. 051-230385 – Fax 051.221894

Periodo: dal 24 al 27 settembre 2009
Luogo: Bologna
Presso: Palazzo di Re Enzo e del Podestà

venerdì 26 giugno 2009

L'esempio Hagackure

Oggi si chiude una giornata particolare, unica, ricca di soddisfazioni da parte mia, del gruppo Hagackure e di tutti i collaboratori da quelli più vicini, agli art promoter, ai blogger, ai “fans”… non credevo che ci potessero essere così tante persone vicine e che seguono Hagackure, aveva ragione un giornalista americano che disse che eravamo un progetto artistico, ma che ci atteggiavamo da gruppo rock..… risi molto quella volta, ora però ho capito cosa volesse dire, e rido ancora è chiaro, molti oggi si sono definiti “fans” di Hagackure, persone a cui non solo piacciono le nostre opere, ma che condividono la nostra “filosofia”, le nostre ricerche, il nostro modo di comunicare da quello verbale a quello naturalmente artistico.

Vi ringraziamo tutti un grosso,grosso, grosso grazie a tutti. Niente troppi giri di parole, niente lista immensa di nomi. Solo qualche lacrima, doverosa.

E poi, con le contraddizioni che sono tipiche del linguaggio espressivo di Hagackure, arrivano le scuse, le scuse a tutti quei blog e magazine che oggi hanno scritto di noi e che non ho potuto ringraziare, scusatemi blogger e scusatemi giornalisti (ultimo blog segnalato dal nostro ufficio stampa è iblon).

Scusatemi se ho scritto tanto, se ho voluto usare la nostra esperienza per dare coraggio, e spero che almeno a qualcuno il messaggio sia arrivato e soprattutto servito.

Scusate ancora se dietro Hagackure avete trovato un gruppo di ragazzi timidi, e non gli artisti estroversi e provocatori, tanto cattivi da essere stati addirittura banditi in alcune nazioni.

Scusate se avete capito che non siamo poi così “bravi” e nonostante tutto ci cercano da tutto il mondo.

Scusate tutti e tanto, ma per una volta Hagackure, grazie ad arteitaliana, ha voluto (o per lo meno ha cercato!!!) di dare il “buon esempio”, e ha voluto essere la dimostrazione che non bisogna arrendersi e il ringraziamento a chi crede negli artisti emergenti, scusate, … ma da domani Hagackure & C. riparte a dare scandalo, provocare, farsi bandire, far discutere, far arrabbiare i critici, gli psicologi, i buoni informatici, a far lavorare gli avvocati, a parlare in inglese, ecc, ecc, ecc.

Con affetto

Giuseppe Pisasale

Social network e arte...

Fino a qualche anno fa, nessuno li conosceva, ora sono fin troppi e troppo invasivi, potremmo parlarne per ore, ma non è il luogo giusto, ne il momento, vista la stanchezza.

Inoltre finiremmo col ricadere nelle solite discussioni di siti a pagamento per comunità artistiche, contatti fasulli su Facebook, ecc.

Io comunque li consiglio agli artisti emergenti, tutto può servire… certo non assicuro, anzi sicuramente non credo che si possa fare il successo di certe band americane, ma è la politica dei picchi passi, e del tam tam di comunicazione degli eventi che può servire.

Noi, visto l’immediato successo in America, abbiamo subito affiancato il nostro webiste con un myspace, poi passati su twitter, e naturalmente su facebook.

Abbiamo un sacco di “amici” o “followers” se vogliamo dirla in linguaggio twittteriano, e ci aiutiamo sempre a vicenda, ci passiamo un po’ le dritte e gli eventi, ci consigliamo.

Naturalmente noi postiamo soprattutto gli eventi su Hagackure, ma credo che seguirci o comunque comunicare possa servire da stimolo e da spunto per altri, abbiamo anche qualche art promoter che ci passa materiale così e noi siamo lieti di metterli in contatto con chi ne ha bisogno.

I nostri contatti sono davvero semplici:

www.myspace.com/hagackure

twitter.com/hagacakure

http://www.facebook.com/pages/Hagackure/114514193898?ref=s (effettivamente non tanto facile)

Anche arte italiana è su Facebook

Il mio FB personale è www.facebook.com/pisasale e il twitter: twitter.com/pisasale

Vi aspetto.

Ringraziamento ad arteitaliana


Credo che sarebbe stato difficile oggi, per chiunque e per quanto dotato di dialettica, poter ringraziare l’amministratore di questo blog.

Non solo per l’opportunità che non ora ma un anno fa ha dato ad Hagackure, per quello sarebbe stato difficile, ma non impossibile, è invece impossibile ringraziarlo per il CONTRIBUTO ALL’ARTE.

Potrei tentare a fare giri immensi di parole, o chiedere ad ogni artista di mandargli un’opera, sicuramente le accetterebbe tutte, una per una, ma credo che forse il grazie più grande possa solo essere quello di chiedergli di aiutarci ancora a superare le barriere e le difficoltà che incontra chi decide di percorre la via della “comunicazione”.

I ringraziamenti dovrebbero essere l’ultimo post….”ma siamo artisti” e facciamo tutto ciò che gli altri non si aspettano e qundi ci saranno altri post oggi.

Ripeto: “ma siamo artisti” e ci esprimiamo a modo nostro, ed ecco il nostro omaggio ad Antonio Marano (amministratore del blog).

E’ un opera fatta apposta ed esprime una penna e una tastiera, la voglia di scrivere, l’importanza di scrivere, ma non aggiungo altro perché è una sopresa, è già quotata e richiesta, ma ormai è di Antonio.

Un'unica osservazione la foto si riferisce allo schizzo, perchè non abbiamo fatto in tempo a risolvere i problemi legali (legati agli attacchi hacker) , ma tra qualche giorno sarà possibile farla vedere in giro.

Grazie



Valorizzazione delle arti "minori"

La video arte non è una nuova moda, non è nemmeno qualcosa di sofisticato, è semplicemente una forma di espressione, e se fatta bene, cioè se fatta in modo da trasmettere emozioni è giusto chiamarla Arte.

Effettivamente in Italia è poco “sentita”, ma nonostante ciò ci sono un numero sempre crescente di artisti, ora bisogna farla entrare nella cultura, nella “forma mentis” delle gente, e non solo di chi sta a criticare, ma anche di chi l’arte la promuove.

Non devo negare che noi la video arte l’abbiamo iniziata senza nemmeno accorgecene, è stato un richiamo invisibile durante le nostre sperimentazioni, è stato qualcosa di fin troppo naturale.

Come in tutto quello che ho cercato di scrivere oggi, anche qui ho voluto portare l’esempio di Hagackure, solo come input reale, in questo caso per la valorizzazione di tutte le forme artistiche che spesso non vengono attenzionate dai critici, dai giornalisti, dalle gallerie.

Il lancio di “the first fall”, con molti blog e magazine che hanno dichiarato apertamente che non sono soliti scrivere “di video arte”, oggi per noi è stato un successo, ed è un successo per la video arte, ed è un successo per tutte le forme di comunicazione, ed è un successo per l’apertura mentale.

Chiudo questo post con un commento di una delle maggiori esponenti d ivideo arte in Italia, è giovanissima e vive a Londra, si chiama Nadia Perrotta, ecco cosa ha scritto sulla nostra fan page di Facebook, ma che valga come stimolo o monito per tutti.

Grazie Nadia:

hanno ragione quelli che dicono che è un modo innovativo di fare arte. credo che stiate creando una nuova concettualità. non rinnegate la storia di ciò che è stato creduto artistico fin'ora ma lo lanciate verso qualcosa di futuristico e nello stesso tempo estremamente contemporaneo. Avete mai visto Metropolis di Charly Chaplin? Direte che c'entra? Per intuizione analogica, o istintiva associazione di idee...vedo molti punti in comune. Per farla breve, passato,presente e futuro uniti dalla genialità di un percorso creativo in continua evoluzione... e io continuo a seguirvi con molto interesse.


Openview della Collezione Solitude08

Ecco un' altro commento della nostra Pr:

Una delle prime opere della collezione SOLITUDE08 di Hagackure. Rappresenta l’attacco al sistema Linux. L’occhio, nucleo del sistema sembra assorbire per poi riflettere i codici degli attacchi hacker che fluiscono deframmentandosi in mille riflessi di luce diafana. opaca che pervadono l’intera tela di sfumature di grigio.

Il grigio, colore indefinito, colore dell’ombra, colore della terra di mezzo, in cui l’hagacure (il guerriero) si nasconde per temprarsi, prima e dopo la battaglia. Il grigio, colore della solitudine, dell’incertezza, del dolore stemperato, della rabbia contenuta dell’hacker che lotta nel buio di una stanza , in un limbo Illuminato unicamente dalla luce irreale di uno schermo.

Assorbire il dolore, frammentarlo, lasciarsi penetrare fin nella più intima fibra, lasciarsi scomporre fin nella più piccola molecola, nella solitudine, nel vuoto dell’anima fino a quando dall’attacco ricevuto l’essenza interiore non produrrà la forza che permette di sopravvivere, la gioia che fa vivere, la luce, che si irradierà per rischiarare l’invisibile.

Condor della Collezione Solitude08

In molti ci chiedono sempre la “spiegazione” dei quadri, ho parlato più volte sul fatto che in genere non si dovrebbe, ma mi piace molto spiegare e far sentire con le mie parole quello che abbiamo voluto rappresentare; naturalmente solo dopo però aver ascoltato cosa ha provato senza la mia “spiegazione” .

Ad ogni modo vorrei oggi poter commentare ogni singolo quadro oggi, ma credo che il tempo tra una telefonata e un contatto-intervista, oggi non lo permetta; per cui non volendo inserire materiale in inglese, perché oggi è l’ Hagackure day italiano, posterò una serie di scritti, di sfoghi delle nostra responsabile dell’ufficio stampa su due dei più emblematici quadri della collezione “solitude08”

Eccovi il primo, Condor:


Opera emblematica della collezione SOLITUDE08, rappresenta la “speranza ” ed insieme il bisogno di fuggire, il desiderio di volare via che sorge quando si prova l’ estrema sofferenza generata dalla solitudine e dagli altri dolori psichici.

E’ una delle due opere della collezione a non essere firmate: in tal modo l’autore vuole manifestare il proprio grande senso di riverenza e di ammirazione nei confronti di Kevin Mitnick, l’hacker che è stato capace di dare una grande “speranza”a tutti gli hacker del mondo.

Vicino agli artigli sono tre codici di attacchi hacker che costituiscono una reinterpretazione dell’ attacco “man-in–the-middle”, ideato dal celebre hacker. Le linee spezzate comunicano un effetto esplosione, inevitabile culmine di ogni dolore. Ma dall’esplosione si propaga una luce che inonda, in un netto ossimoro cromatico, si staglia contro il nero, il nero del rapace, il nero della rabbia, il nero degli artigli che, stanchi di attacchi solitari, si fondono tramutandosi in gocce, lacrime che diventano esternazione, condivisione, e quindi, richiesta di aiuto, amicizia, redenzione.

Anche nelle gallerie c’è chi da spazio ai giovani

La nostra prima mostra fu l’estate scorsa a Roma, un tale Sandro Sabatini, mi sentì parlare per meno di mezz'ora, vide i quadri, si studiò il progetto e ci chiese di partecipare ad una mostra. Ci diede fiducia, ci diede un mare di consigli, ci fece intervistare dalle tv locali e non, ci rimproverò dove sbagliavamo e ci disse cosa dovevamo fare…poi ci guardò negli occhi e ci disse che era inutile perché tanto avremmo sempre continuato a fare modo nostro!!!

Noi accettiamo consigli da tutti, l’esperienza conta, e abbiamo un buon rapporto con tutti gli art promoter che ci hanno aiutato, li ho ringraziati tutti in una sezione del nostro sito, e lo faccio sempre ogni volta che li sento.

E quindi ne ringrazio uno, il primo, come simbolo di tutti coloro che quando organizzano non pensano solo al lato finanziario e lasciano posto ai giovani.

In Italia fortunatamente ce ne sono tantissimi, all’estero è un po’ più complicato.

Ecco cosa ha scritto su di noi oggi Sandro Sabatini, sempre attento ai giovani, nel suo blog: QUOVADISART

Grazie Sandro di averci "Battezzati"


Magazine di serie A o B


Volendo sempre continuare sul discorso delle riviste e magazine, online o meno, noi abbiamo avuto sempre un bellissimo rapporto con la stampa, certo abbiamo dovuto anche lottare per far capire il nostro progetto, per far capire che non era mera provocazione, ecc.

La cosa comunque a cui tutti teniamo è che chiunque scriva su di noi debba essere ringraziato, apprezziamo tutti e tutto, per noi ogni articolo è un dono.

A noi non interessa che il magazine sia internazionale o che sia il quotidiano locale di una piccola nazione, noi apprezziamo tutto.

Qualcuno ci ha criticato questa cosa, ma noi non importa, noi andiamo ad anima, tanto per dire nel nostro website, nella sezione press office, sono anche riportati articoli di quotidiani locali (dopo ovvia traduzione).

Di seguito un articolo uscito dalla Gazzetta del Sud oggi, come vedete, anche in Italia qualcuno apprezza Hagackure?

Blog e Riviste indipendenti

Tra un post ed un altro, vorrei iniziare a ringraziare i vari blog che hanno voluto partecipare all’anteprima del video a e questo momento magico per il nostro gruppo.
In particolare vorrei menzionare due blog, colon e scritti inediti, due blog eccezionali, entrambi puntano sulle nuove leve, scommettendo non solo sui giovani, ma soprattutto mettendosi in gioco loro stessi con nuovi progetti.
In Italia ci vorrebbero davvero tante riviste (anche online) indipendenti per dare spazio a nuovi talenti, nuove forme di comunicazione, rompere con il coraggio gli schemi e valorizzare e trasmettere l’apertura mentale anche nella gente.
Questi sono gli esempi di blog che io vorrei oggi ringraziare, non per Hagackure, si intende, ma per l’impegno all’arte.
Qui il link al primo dei due blog, il redattore pubblica online una rivista molto particolare, va incoraggiato: colonirritabile

Invece il secondo blog è uno dei più letti d’Italia, io lo leggevo da tempo, per me è un onore che “the first fall” sia presentato oggi su questo sito, per me è una gioia davvero particolare è ha un significato davvero profondo strettamente legato al linguaggio inedito di Hagackure. scrittinediti

"the first fall": il backstage






Il backstage di “the first fall”
Prima di “lanciarci” a girare questo video, ho lavorato e pensato per mesi, ho seguito molti artisti di video arte, ho cercato di trasportare le stesse emozioni e lo stesso linguaggio dei quadri nella video arte, poi ne ho parlato con i ragazzi del gruppo e subito ci siamo messi a lavorare e a sperimentare.
Quindi abbiamo coinvolto gli artisti della bottega della luce, li conoscevo già e ho visto in loro la stessa voglia di comunicare che avevamo noi.
Abbiamo lavorato tantissimo insieme, e naturalmente la mia bozza di idea poi si è evoluta con il contributo di tutti.
Alla fine OOL, un lunga collaborazione per il suono
Vi mostriamo il backstage, niente luci particolari, niente migliaia di euro in attrezzatura, niente di niente.. niente effetti speciale, solo studio e sudore.

Sul sito della bottega delle Luce troverete, anche nei prossimi giorni, molto materiale

Intervista a R. Giansiracusa, artPR di Hagackure

Tre domande a Rossana Giansiracusa, portavoce del progetto e responsabile dell'ufficio stampa di Hagackure.

1. Che cosa si prova a lavorare con Giuseppe Pisasale, nel team di hagackure?
Sicuramente è un’esperienza molto stimolante. Prima di questa collaborazione
il lavoro di gruppo non mi aveva mai entusiasmato. Il team di hagackure è
davvero particolare: tutti i componenti sono persone che hanno sempre lavorato
da “solisti” e che nel loro campo hanno sempre eccelso , quindi si tratta di
gente con una forte personalità. All’ inizio credo che il mio ruolo abbia avuto
una grande funzione mediatrice. Il mio carattere pacato e alquanto remissivo è
servito a smussare gli angoli e le spigolosità delle divergenze e dei
contrasti che inevitabilmente si vengono a creare in un team. In particolare io
e Antonio (il pittore)abbiamo sempre avuto un feeling particolare. Con Paola(la
video maker)spesso ha prevalso il senso di complicità femminile. Per quanto
riguarda Giuseppe, beh…per lui il discorso cambia: lui è un ciclone, ti
travolge, se lavori con lui e cerchi di arginarlo, hai solo due alternative: o
impazzisci o ti deprimi e molli tutto…oppure…l’uniche chance di sopravvivenza
che hai è ascoltarlo, ascoltarlo, ascoltarlo…ascoltare i suoi interminabili
sproloqui, assecondare le sue innumerevoli bizzarrie e provare ad accogliere
senza lasciarsi condizionare più di tanto , sia i suoi momenti di abbattimento
pietoso che quelli di euforica esaltazione.


2. E’ molto complicato gestire il settore comunicazione di hagackure?
Si , direi abbastanza. Si tratta di gestire numerosi contatti al giorno con i
vari blog. Poi ci sono i comunicati stampa da mandare ai giornalisti in
occasione degli eventi. Ma più che altro il lavoro consiste in un’opera
promozionale ed esplicativa capillare per cercare di raggiungere un pubblico
piuttosto eterogeneo. L’arte di hagackure si fa portavoce di numerose tematiche
di interesse sociale che è nostro interesse veicolare. Ma oltre al messaggio il
vero problema è costituito dal mezzo comunicativo innovativo e provocatorio che
non è di facile comunicazione. Il connubio tra espressione artistica e
linguaggio hacker che sta alla base del progetto se da un lato può
rappresentare una peculiare attrattiva, dall’altro per le competenze che
richiede, può diventare alquanto elitario. Il lavoro di promozione e
comunicazione consiste proprio in questo: nel cercare di esplicitare l’
ermeticità del progetto artistico.


3. Perché la scelta del web site in lingua inglese?
Beh, la ragione è abbastanza ovvia. Si è cercato di avvicinarsi anche ad un
pubblico straniero …anche se…devo dire che i blogger italiani si sono rivelati
particolarmente interessati e disponibili ad accogliere e promuovere un
progetto cosi’ innovativo che si colloca ai limiti della legalità. Comunque, è
già in lavorazione la versione italiana del sito .

Il materiale Promozionale

Non vorrei sembrare patetico, o insistere sempre sull’incoraggiamento ai giovani artisti, che come noi trovano sempre mille difficoltà in questo vasto, grande, complicato e costoso mondo dell’arte.
Ricordo ancora la nostra prima esposizione, a Roma, io con la cravatta e le gambe che mi tremavano, intorno a me pittori conosciuti in tutto il mondo, “artisti” veri, quotati, che avevano esposto in tutto il mondo, e noi (partimmo tutti per la nostra prima indimenticabile mostra!) con il nostro curriculum in una mano … l’articolo di arteitaliana e altri due blog, ecco quello era tutto il nostro curriculum, il tutto scritto in un foglio di carta
Ma negli occhi avevamo la rabbia e la voglia di fare, questo nessuno di loro lo aveva calcolato quando ci deridevano perché il nostro materiale pubblicitario era semplicemente un foglio in bianco e nero fotocopiato 50 volte.
Alla fine della mostra i nostri fogli non c’erano più, altro materiale invece si!
Con questo vorrei spiegare che bisogna comunque lottare anche quando non si hanno i soldi per la brochure profumata, o stampata in un formato esclusivo che producono solo in America, ecc… la promozione è una cosa, l’arte è un’altra.
Comunque ancora oggi l’ultima brochure di Hagackure… è fatta in casa….., mi tremano ancora le gambe ma non mi fa male il confronto nelle bacheche ai vernissage delle esposizioni. eccolo

la prima email...

Oggi Hagackure è un progetto sicuramente molto conosciuto, discusso e fortunatamente ricercato, da ogni parte del mondo.
Circa un anno fa, abbiamo iniziato ad inviare email un po’ qua e un po’ là, al fine di trovare qualcuno che ci desse ascolto, non ci siamo arresi, scrivevamo molte email, soprattutto ai siti internet, credo molto nella forma di comunicazione dei blog.
Cambiavo sempre forma alle email, i contenuti, cambiavo il materiale, cambiavo i punti di vista, accuratamente segno i blog che avevo già contattato e poi riprovavo dopo tempo.
Alla fine ce l’ho fatta, e quindi ce la può fare chiunque.
Ecco la prima email in assoluto che ho spedito ad un blog, poi lo rispedita ad arteitaliana, ha pubblicato l’articolo e da un anno è iniziata l’avventura di Hagckure.
Credo che non servano parole di incoraggiamento a nessuno, ne serva ancora ribadire che in Italia abbiamo tantissimi spazi e tanti modi per poter promuovere i nostri progetti.

Prima dell’email, volevo solo dire che scrivo ancora tante di queste email, con la stessa paura, emozione, preoccupazione e umilità.

P.S: vi giuro che non ho cambiato niente, nemmeno gli errori di ortografia!!!


Salve mi chiamo Giuseppe Pisasale,

Le porgo i miei saluti e le mie scuse per il distrubo per il tempo che Lei sta per dedicarmi.

Da tempo leggo il suo blog e mi complimento per il lavoro.
Volevo sottoporLe un progetto che abbiamo realizzato con dei miei amici, tutti esordienti e inesperti, a cui abbiamo lavorato abbastanza.

Non volendo, ancora, approffittare del Suo tempo e della Sua cortesia, e non volendo risultare "completamente" di parte, essendo io l'ideatore del progetto, mi limito a riportare la bozza di comunicato stampa che vorremmo tramettere nei prossimi giorni a qualche agenzia e testata gironalistica europea o americana.

Il nostro website http://www.hagackure.com

Sarei lieto se poteste postare un articolo su di noi.

Disponibile per qualsiasi chiarimento
Distini saluti
Giuseppe Pisasale

Diseguito la bozza del comunicato stampa:

we are pleased to present:

"Solitude" the new Painting Collection by
Hagackure
http://www.hagackure.com

For the first time ever, a fascinating and innovative study
of solitude seen by the human eye and inner wrath of a
hacker. A collection of pictures that entwines images and
real, operative hacker codes, to externalize the inner
frustrations and pains of human solitude.

The Solitude Collection 2008 comes from both the desire and
necessity to express certain sensations of dreadful and
painful solitude. The hope to have such sensations remedied
also lies in the heart of the Hagackure art form. The
painting reveals a harmonious conflict between the
composition of the codes used by real/studied hacker attacks
and the communicative/instinctive representations of graphic
patterns.

Art is utilized as a particular form of expression, which is
unique because of the manner in which it portrays the
desperate cry of solitude.

The name Hagackure is a joining of two terms, each one
creates the basis of our research path: hagakure and hacker.
These two words represent two parallel worlds or two
different types of warriors that, in spite of their
different external manifestations, fight to give birth to
the same mental provocations.

The aim of Hagackure art is the research of the pure, common
sensations of all humanity in the perspective of a new
scandalistic, even defiling approach to the psychological
analysis of human mind.

Hagackure studies these common sensations starting from
different points of view that, apparently, seem to have
nothing in common and has developed its own unconventional
research path whose essence concentrates particularly on
forms of strong mental, cultural, and physiological
contrasts.


FOR MEDIA INFORMATION PLEASE CONTACT:
Hagackure Press Office:
email: pressroom@hagackure.com, tour@hagackure.com
phone: +39 3333045545, +39 3488525734, fax: +39 09311846999
web site: http://www.hagackure.com

Intervista ai Ragazzi dell'Associazione Bottega della Luce

Tre domande a M. Garro, S. Puccio e S. Spagnuolo, artisti della bottega della Luce, che hanno partecipato attivamente all'ultimo video di Hagackure: "the first fall".

Cosa vuol dire collaborare con un progetto come Hagackure?


Significa avere l’opportunità di esprimersi, senza freni e senza inibizioni. Significa tentare di superare la concretezza e la razionalità per andare oltre e toccare le corde della percezione ultrasensoriale. Rivolgersi all’inconscio e all’imperscrutabile.



Come si svolge il processo creativo?


Il mio team di supporto esterno al progetto Hagackure, “La Bottega della Luce” è un gruppo di fotografi, parliamo con le immagini e le emozioni. Con Giuseppe non abbiamo dovuto fare altro che mettere sul campo il nostro punto di vista, le nostre visioni. Liberi di dirigere la scena secondo il nostro sentimento artistico e la nostra sensibilità. Avevamo delle indicazioni di massima. Volevamo declinare i vari aspetti della solitudine. Questo progetto ha portato a due prodotti artistici. Uno con il linguaggio dell’inconscio, ovvero “The First Fall”, che parla a ciò che la mente ignora. L’altro che si rivolge all’anima e alla spiritualità che c’è in ognuno di noi. Per questo esiste anche una versione di “The First Fall” che abbiamo denominato “Director’s Cut.



Quanto durerà?


Abbiamo appena iniziato. Godiamoci questo momento che ci ha permesso di emergere. Se si manterrà la sintonia di idee, credo durerà a lungo.

Hagackure oggi anche su Istantarte.it

Oggi come avrete capito, è un giorno molto particolare, per Hagackure e soprattutto per la speranza di molti artisti emergenti, per questo motivo, molti altri blog hanno deciso di partecipare a questo evento, spero solo di fare in modo e in tempo di ringraziarli tutti.
Ad ogni modo ecco di seguito una delle mie ultime interviste fatte apposta per oggi da un altro importante sito italiano che da spazio all’arte, senza troppe discriminazioni, un altro sito da ammirare, un altro piedistallo della cultura italiana.
Grazie
Istantarte.it

Ecco l'intervista http://www.istantarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=116

Intervista a OOL, musicista emergente collaboratore di Hagackure

Tre domande ad Antonio OOL Pisasale, più una sua considerazione personale, che siamo felici di riportare. (gli evitiamo la solita domanda se siamo fratelli: siamo amici da sempre ma nemmeno lontanamente parenti).


Cosa vuol dire far parte di un progetto come Hagackure?


Far parte di questo progetto significa essere essenzialmente me stesso.

Affrontare certe problematiche richiama vari aspetti di me che possono venire fuori in forme sonore, e ciò mi dà la possibilità di esprimermi al meglio, senza filtri.

Finchè esisterà questo rapporto col gruppo, penso che avrò sempre nuovi stimoli, per continuare a fare ciò che mi piace di più: creare.


Come si svolge il processo creativo?

Giuseppe mette sul tavolo le sue impressioni, le sue sensazioni. Cerco di capire, di interpretare cosa vuole ottenere e dall’input iniziale viene fuori l’idea.

A volte scrivo subito perché sono già in sintonia col tema, altre invece aspetto che mi venga in testa qualcosa. Ma quando arriva, non se ne va più finchè non è finita.

É come un’ossessione, non mi lascia in pace. In quei giorni sono come in trance.



Quanto durerà?


Se la musica diventerà una parte fondamentale del progetto, magari sarò affiancato da altri, perché non ho l’esclusiva su Hagackure. Ma non diventerò un’icona: sarà la musica stessa a dire quand’è il momento di andarmene. Quando ciò che scrivo non troverà il riscontro che ci si aspetta, o addirittura verrà considerato non adatto, vorrà dire che la magia è finita.
Finora ciò che ho scritto è piaciuto a tutti, ma ogni volta è come la prima. Non so se mi porterà da qualche parte, ma intanto mi godo il viaggio. E sarò contento di averlo fatto, comunque vada a finire.



Ecco la sua considerazione
:

Tutto è cominciato quando Giuseppe mi ha chiesto di amministrare il sito web MySpace di Hagackure.

Avevo già sentito parlare del progetto e mi era piaciuto molto. Codici hacker che vanno a formare le linee fondamentali di un’opera d’arte. Mi sembrava geniale. Il perfetto connubio tra arte e tecnologia, tra informatica e pittura, tra ribellione ed espressività. Era tanto folle che poteva avere successo, avevo detto a Giuseppe (che io chiamo affettuosamente Dottore). Quindi, pur non essendo io tra i fondatori del progetto, ero particolarmente contento della proposta ed ho accettato volentieri.

Io sono un creativo. Lavoro con i computer da quando avevo 9 anni, perciò ho iniziato a seguire il caso volentieri, perchè mi sembrava una cosa diversa dal solito, mi stimolava, e, dovendo partire da zero in quanto il sito non esisteva ancora, all’inizio ho fatto molta fatica. In realtà io avevo già un mio MySpace personalizzato, ma ciò che avevo fatto per me non sarebbe bastato mai ad esprimere i concetti che il Dottore mi suggeriva. Quindi ho ideato quell’interfaccia e quel blog che richiamano i quadri di Antonio Latina, il pittore del gruppo (lo troverete registrato sulla rubrica del mio telefonino come L’artista).

Tuttavia, il Supremo mi ha dato anche la capacità di esprimermi con la musica. Potete considerarmi un artista emergente, anche se sono su pianoforti e tastiere, chitarre e percussioni, da un bel po’ di anni. Non sono un virtuoso, per nulla. So suonare davvero bene solo ciò che creo, e a volte mi viene difficile anche quello. Però quando unisco le capacità informatiche con quelle sonore divento una cosa sola con la mia musica. Non chiedetemi perché.

Non so se le emozioni che metto in ciò che scrivo arrivino anche a chi ascolta. So solo che quando c’è stata l’occasione di scrivere una colonna sonora per la prima videoart di Hagackure non me lo sono fatto dire due volte. E la seconda occasione (The First Fall, pronta per essere “esposta” a breve), mi ha visto ancora più pronto. Era un momento di solitudine e frustrazione. La necessità mi ha “costretto” a creare ben due tracce sonore, utilizzate entrambe, ma in quelle tracce c’ero io. Quelle tracce ero io. E non ringrazierò mai abbastanza i ragazzi di Hagackure per il loro sostegno e perché, tramite queste occasioni, posso venir fuori dalla massa e non essere sepolto dalla vita reale, dalla routine quotidiana, dalle porte chiuse in faccia.

Forse è per questo senso di apparente distacco che mi faccio chiamare OOL, pseudonimo da programmatore, che ho deciso di usare anche come musicista all’interno del progetto. Non chiedetemi cosa vuol dire, non ve lo dirò. Sappiate solo che rappresenta me, come il software che scrivo, come la mia musica

Intervista a S. Castorina co-produttore di Hagackure

Tre domande a Salvatore Castorina, amico da sempre di Giuseppe Pisasale, e co-produttore di alcune opere

1. Lei è stato il primo a cui Giuseppe ha rivelato il progetto Hagackure. Cosa ha pensato in quel momento, come ha reagito?
Tra i mille progetti che Giuseppe ha in mente e che ogni tanto esterna e’ difficile captare quello che effettivamente vuole realizzare, questo abbastanza stravagante nella sua concezione mi ha subito affascinato, perche’ anche se vicino all’informatica e’ distante anni luce nella sua rappresentazione e soprattutto esternazione. Rappresentare il pensiero di hagackure su tela, cosa secondo me quasi impossibile, mi ha permesso di incoraggiare e mettere alla prova Giuseppe per vedere fino a che punto puo’ arrivare la sua mente geniale.

2. Lei è il coproduttore di alcuni quadri, come è, e cosa comporta collaborare con Giuseppe?
Ma, sicuramente stargli dietro e’ un’impresa io comune mortale faccio il trapezista per contribuire all’opera, comunque vi posso assicurare che e’ micidiale anche quando e’ concentrato su qualcosa sicuramente ne sta pensando ad altre cento. Sicuramente e’ un piacere collaborare con un estro come il suo.


3. Come era Giuseppe ai tempi dell'università, periodo in cui inscosciamente avete creato le basi espressive di Hagackure?

Giuseppe ai tempi dell’universita’ quando l’ho conosciuto era abbastanza solitario e anche se bravo non si metteva mai in mostra, anzi al contrario si lamentava che non sapeva mai nulla, questa "litania" che per chi non lo conosce puo’ anche attaccare, vi assicuro che appena ci state al fianco un paio di giorni la domanda che vi fate e’ “Ma io cosa ho studiato in tutta la mia vita”, quando si studia con Giuseppe e’ come fluttuare nello spazio dove il nulla per lui e’ tutto ma per voi e’ il nulla, scusate il gioco di parole, ma lui e’ sempre dieci passi davanti a tutti. Quando ci dilettavamo a fare qualche piccola applicazione di “hacker” per lui era un gioco trovare le vulnerabilita’ dei sistemi, mentre io cercavo documentazione come un pazzo, lui con intuizione da paura trovava subito il punto debole, e’ da questo che parte tutta l’idea di Hagackure.

Intervista ad A.Latina pittore emergente di Hagackure

Tre domande ad un componente essenziale del progetto, selezionato da Giuseppe proprio per la passione con cui rappresenta le opere di pittura ad olio:

Cos’hai pensato del progetto Hagackure quando ti è stato proposto?
Ho pensato che poteva essere la chance della mia vita. Ho sempre vissuto di grandi tormenti interiori, di grandi ispirazioni, ma anche della profonda sensazione che il mio animo e il mio talento fossero spesso incompresi. Credo poi in fondo che quale migliore dimora possa accogliere l’intrecciarsi di questi moti così intensi e disparati fra loro che quella di un artista che poche occasioni ha vissuto per poter esprime appieno la propria vena artistica. E già, perché per me Hagackure è stata proprio l’opportunità per farmi conoscere, quel momento fortunato che forse aspettavo da tempo, e che mi desse la possibilità di volare più in alto e di toccare vette più elevate e diverse da quelle sperimentate fino ad ora. Questo connubio esclusivo di arte e d’informatica mi ha permesso di saggiare l’arte insieme e attraverso un campo del tutto nuovo. E poi, per la prima volta lavoro in un gruppo vivendo una diversa dimensione dell’arte che non è più solitudine e riservatezza, ma anzi scambio continuo di passioni, di emozioni e perché no anche di tristezze. Mi sento parte importante di questo gruppo e per questo e per tutto ciò che devo a me stesso, ho mille aspettative da Hagackure.

Quali sono le difficoltà principali dei quadri?
L’arte è sempre difficoltà perché in quanto tale significa elaborazione e soprattutto esternalizzazione dei propri sentimenti e della propria intimità. In questo caso il lavoro e la difficoltà vengono raddoppiate, mi spiego meglio: se è lungo e sofferto il percorso che un artista compie per realizzare un’opera che diventa poi proprio il frutto di questo percorso, ancora più impegnativo ed intenso è il cammino che si fa nell’interpretare ciò che non si è vissuto direttamente ma che deve trovare spazio ed eccitazione dentro di se. Sul piano tecnico non ho trovato alcuna difficoltà, ma proprio questo lavoro d’interpretazione degli hakers se in qualche modo, in un primo momento, mi ha confuso un po’, dopo ha rappresentato la peculiarità che l’ha reso ai miei occhi interessante, ed indiscutibilmente affascinante.

Come vedi il futuro di Hagackure?
Bisogna darsi un po’ di tempo e fornirsi di quella pazienza che è sintomo di un lavoro di grande estensione e di grande complessità che non tocca solo l’aspetto professionale e materiale, ma anche e soprattutto quello personale. Hagackure è un progetto il cui lavoro si estende e si sviluppa non in uffici, non in sterili luoghi, ma dentro di noi attraverso le nostre percezioni della vita, attraverso i nostri umori, le nostre gioie e le nostre paure. È un lavoro che si impregna e che passa dal mio io più profondo. Quello che vedo nel futuro è un Hagackure conosciuto nei posti giusti e dalla giusta gente, è una creazione nata da poco, la vedo crescere e con essa vedo crescere me stesso.

Provocazione umana

Hagackure oltre ed essere stato definito uno dei progetti più innovativi sicuramente è stato indicato anche come uno dei progetti più provocatori.

Sicuramente il nostro linguaggio rompe “determinati” schemi, l’introduzione di codici hacker illegali, simboli e richiami subliminali, battiti binaurali, abbiamo usato di tutto per far prevalere la parte emotiva piuttosto che quella razionale.

Oltre allo stile siamo stati criticati per i significati, non è facile trattare attraverso l’arte determinate problematiche o frustrazioni.

L’arte è sicuramente provocazione, ma la nostra è anche un provocazione denuncia, costruttiva, un’autodiagnosi.

In quest’occasione non vorrei parlare della provocazione artistica, delle provocazioni che fanno quotare le nostre opere, nonostante sia una tematica richiesta da vari art promoter e da tutti aspettata, e nemmeno della nostra ricerca espressiva, avremo modo di farlo durante il giorno, ma semplicemente introdurre un blog, quello di Veggie, il blog d’Italia più letto per determinate problematiche legate ai disturbi alimentari.

Lei, naturalmente, ha capito alcune delle provocazioni di “the first fall” ecco l’articolo di oggi di Veggie su http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.com di seguito il commovente commento al video.

Grazie Veggie, noi siamo il simbolo che se non ci si arrende si può fare arte, tu sei il simbolo che se non ci si arrende si può VIVERE. Grazie

Ecco il commento al notro lavoro "the first fall":

Un video che tocca. Sì, è stata questa la prima cosa che ho pensato: un video che tocca. Che poi, è tutto quello che conta, no? Niente attori o musiche da premio oscar, che fanno tanta apparenza quanto poca sostanza, ma qualcosa d’infinitamente più semplice ed innegabilmente più vero. Un video che in poco più di tre minuti racchiude l’essenza dei DCA. Solitudine. Vuoto. Dicotomia. Ossessione. Distorsione. Ritualità, ripetizione. E ancora solitudine.

Mi ha fatto male questo video, perché la sua essenza è stata la mia e lo è tuttora, perché mi spaventa la convinzione che l’anoressia non è un qualcosa che il solo corpo può dimostrare, ma che sia una condizione mentale che ha molto a che fare con l’immobilità e si scontra con la mobilità del corpo, che è quello che gli altri vogliono vedere. L’anoressia è una stanza. Ed è innegabile che una volta aperta quella porta così tremenda non si possa richiudere più, che di fronte agli ostacoli della vita si finisce sempre là, incapaci sia di vivere che di morire, sul limbo. Si può cercare di lottare, poi, certo, ma si porta sempre dentro la terribile bilancia mentale che opera anche quando si tenta di costruire qualcosa di diverso. Si pensa sempre che sia una scelta. Eppure la paura non è una scelta. Può essere una scelta, semmai, il modo di affrontarla. L’anoressia non è un delirio di onnipotenza come tanti dicono, ma di impotenza. Ci si sente impotenti di fronte a tutto e si restringe l’alimentazione perché resta il corpo come unico “oggetto” da manipolare, come unica arma da scagliare in faccia a volti disorientati per chiedere disperatamente un aiuto. Chi si trova nell’anoressia ama la vita, ma non la conosce. È ovvio che la ami semplicemente perché farsi così male serve paradossalmente per difendersi, e difendersi è di per sé un atto di amore. L’anoressia non è follia come spesso la TV vuol far credere. Nessuna anoressica è veramente pazza. Forse si vorrebbe tanto esserlo, si vorrebbe davvero che fosse davvero così semplice, che bastasse la pasticchina, essere sbagliate, punto, un errore clamoroso, il tumore di una società malata. Ma più ci si guarda intorno, più ci si accorge che i pazzi sono quelli che stanno fuori dalla stanza dell’anoressia. Una persona anoressica ama la vita perché si uccide per proteggerla, per preservarla dalle mani di chi la voleva maciullare, devastare, violentare, distruggere, spezzettare, mordere.

C’è qualcosa di paradossale nell’anoressia se si mettono insieme un po’ di cose. Intanto, come il video mostra, questo trattenere senza stringere (ma forse sarebbe meglio dire contenere) è ciò che manca. Manca il contenitore di certezze dove molti navigano e sopravvivono. Non ci si sente mai contenute da nessuno e da nessuna cosa, ogni pensiero lo si mette in discussione, lo si ribalta, lo si disintegra e capovolge, facendo sì che mai nulla rassicuri. Come ci si volta si vede che c’è chi ama gongolarsi nel suo mondo e stare con gli occhi aperti unicamente su ciò che conferma quel personale universo… Si sente dire “ho tutto”, e si percepisce dietro questa frase (e questo manda in bestia) “ho tutto giusto”. E l’anoressica dice “non ho niente, e il niente è sbagliato”. Però… però. C’è un però. E’ presunzione. Tanta presunzione, forse quasi più di quella che mostra chi dice “ho tutto giusto”. Presunzione perché l’anoressia è un silenzioso grido a questa entità con un occhio solo e milioni di volti (che chiamiamo “gli altri”) che sono un branco di illusi, che sono loro i pazzi, che noi abbiamo visto qualcosa che la loro retina non codifica… però poi a distruggersi siamo noi. A inciderci lettere indelebili sulla pelle prendendo ciò che resta del corpo come un manifesto pubblicitario siamo noi. Ad espiare il peccato di vivere siamo noi, e siamo sempre noi a sentire la vita come un peccato terribile. Non avendo contenitori esterni, sentendo tutto come un’illusione, sentendo anche il semplice sentire come qualcosa di mostruoso, distruggiamo un corpo che non sappiamo dove piazzare. E così lasciamo che anche “gli altri” non sappiano dove piazzarci. Lasciamo che ci rileghino tra la feccia del mondo, sul bordo di quel contenitore più grande che è l’immaginario collettivo, al limite della credibilità, né vive né morte, né invisibili né evidenti. E qui la volontà non risponde. L’anoressia, quello che sembra conferirci la possibilità di governarci e l’onnipotenza, ci governa in misura spietata. Si finisce per non comandare più nulla. L’illusione d’onnipotenza scivola via, lascia l’impotenza al suo posto. Eppure, nel momento in cui guardo questo video martellante, nel momento in cui l'immagine finale sfuma, comincio a pensare che ci sia altro. Altro oltre a tutto questo dolore che anche nel video viene mostrato e che purtroppo diventa l’unico contenitore possibile, che però risulta essere una trappola diabolica. L'anoressia è presunzione. Presunzione perché si crede che un fondo ci sia e si vuole conoscere tutto fino alla fine. Ma una fine non c’è. Perché per quanto il corpo possa essere uno sputo, si sprofonda all’infinito dentro noi stesse.

Quello che rimane? La lotta. Ma lotta, la lotta che intendiamo, non è quella propugnata dall'anoressia. La lotta che intendiamo è la quotidiana accettazione della nostra bellezza disarmonica contro mille e poi mille resistenze. È la corsa forsennata verso farfalle che non si lasciano acchiappare. Tra pietre e farfalle, pur di avere “qualcosa subito”, si possono raccogliere pietre all’infinito, riempirsi di immobilità e di morte all’infinito, in fondo sono più accessibili, non volano via, sono molto più rassicuranti. Ma la vita è qualcosa che sguiscia, che vuole essere inseguita, è qualcosa di leggero e fragile, solo sfiorarle un’ala può comportare la fine del suo volo. Eppure la morte non riempie mai. Lascia un vuoto simile al buco allo stomaco. Credo che sia la vita ciò di cui si ha fame.

E questa è la conferma che c’è altro. C’è questo video. C’è il bisogno di farci sentire perché non siamo sole nella nostra solitudine tremenda che viene stereotipata, che viene vista come una moda. C’è un’infinità dietro le nostre ossa. E lo dico con tutta la paura possibile e metto in chiaro quanto ancora continui a pesare ogni alimento, a tremare di fronte all’olio, a evitare quanto più possibile i dolci, a piangere in bagno mentre fuori c’è chi ride, c’è chi ride sempre. In questo video c’è amarezza e dolcezza insieme. Ha il sapore del caffè. È amaro eppure buono… e soprattutto è necessario, è necessario per svegliare chi vive con gli occhi chiusi ed ha paura di vedere ciò che noi abbiamo visto.

Hagackure - The First Fall

The first Fall” è il nuovo video della collezione Calvarium di Hagackure, progetto tutto italiano ideato e prodotto da Giuseppe Pisasale, che in meno di un anno ha coinvolto, emozionato, attratto e scandalizzato il mondo, con l’introduzione di un nuovo linguaggio artistico, un intelligente connubio di codici hacker e stimolazioni visive, in grado di formalizzare e concretizzare a livello inconscio un elegante studio delle paure e delle frustrazioni umane.

“The fisrt Fall” è la riuscita espressione di un inaspettato e scomodo format video-comunicativo che affianca programmate discontinuità visive, stimolazioni e richiami inconsci, ad una combinazione quasi ipnotica di tracce audio dissociate, frutto di una sperimentazione non sufficientemente lontana dalle fin troppo temute tecniche binaurali.

La frammentarietà delle sequenze sceniche dà vita ad un nuovo codice visivo che, deragliando dai binari della logicità della successione, innesca un processo psichico che deroga dalla legge del prevedibile e si affida unicamente all’apprendimento inconscio.
Il suono, in grado di stimolare in maniera mirata i due emisferi celebrali, evidenzia e ricalca la netta lacerazione tra l'esame morale e l'impulsività, creando un dimensione di sincera emotività a scapito dei timori razionali.
Il risultato è la sospensione di ogni processo cognitivo che lascia spazio all’interpretazione dell’ambivalenza dei pensieri e dei simboli comportamentali; richiami che riaffiorano dalla più pura rappresentazione del mondo che si staglia, immensa ed onnipotente nella solitudine che mesta riesuma i più profondi abissi dell’anima.

“The first Fall” concettualizza, in maniera incisiva e naturale, come l’anima irrazionale interpreta alcuni turbamenti o ignote malinconie tipiche della solitudine fino ad amplificarle e esteriorizzarle come inizio, primo passo, per l’appunto “prima caduta”, di alcuni umani disturbi e devianti propensioni.

Nell’opera, come se le costruite stimolazioni non fossero sufficientemente in grado di consacrare e rappresentare in pieno lo stile unico e inavvicinabile di Hagackure, non mancano gli elementi inconfondibili ed esclusivi della sua firma: richiami orientaleggianti per la conferma di una oggettività comunicativa e di ricerca tanto intima quanto universale, e, soprattutto, sequenze di dati, frutto illecito dell’opera di un hacker, che ruba dalla rete conversazioni di altri come concreta conferma e conforto all’esistenza del dolore; illegale e bandita provocazione che aggiunge un stimolazione semantica alla decodifica dell’input emozionale del video.

R. Giansiracusa & G. Pisasale


Credits

Per la realizzazione del video Giuseppe Pisasale, si è avvalso, oltre che della costante presenza di R.Giansiracusa (artPR e coordinatrice di Hagackure) e del pittore A.Latina (responsabile dei quadri di Hagackure), di un gruppo di artisti emergenti: M.Garro, S.Puccio e S.Spagnuolo, appartenenti all’associazione artistica la bottega delle luce, impegnata nella ricerca e nella rappresentazione dell’emotiva umana attraverso l’istintività dei comportamenti racchiusi nelle antiche radici culturali o nel misticismo abitudinario di piccole comunità.
La musica, è stata composta ed eseguita, come i precedenti lavori di Hagackure, da Antonio “OOL” Pisasale, musicista emergente, sperimentatore e ricercatore di nuove dimensioni sonore.
L’attrice è una modella non professionista siciliana, C. Marra.

Hagackure short presentation

Progetto artistico, ideato e prodotto da Giuseppe Pisasale, unico nel suo genere, che ha la peculiarità di aver introdotto, in maniera del tutto inaspettata nel mondo dell'arte, un nuovo linguaggio comunicativo, che è il risultato del preciso ed elaborato intreccio di codici sorgenti hacker (funzionanti e ai limiti della legalità) e tratti grafici a forte impatto subliminale.
Un connubio quindi di intelligenza e istinto completamente dedicato allo studio dei dolori e delle frustrazioni della solitudine, un linguaggio graditamente espressivo che racchiude una serie di provocazioni informatiche, artistiche, psicologiche che quasi mai passano inosservate.

Il progetto, Hagackure, in nemmeno un anno di vita, è stato incredibilmente apprezzato nel campo dell'arte moderna, soprattutto all'estero (il sito risulta visitato da oltre 30 nazioni estere), e come confermato dalle varie mostre (Roma, New York, Mosca, Sofia, Parigi, Praga,ecc).
Oltre a blog internazionali e riviste specializzate, il progetto è stato trattato anche da numerosi blog italiani, sia naturalmente blog di cultura e spettacolo, che blog di psicologia e anche Hi-tech, insolite ma pregiate vetrine per un progetto artistico; oltre ai blog naturalmente diverse riviste specializzate e quotidiani.

Il nome Hagackure è l'incontro tra "hagakure" che è l'essenza del samurai puro e l'anagramma di "hacker", entrambi esternalizzazioni di due mondi completamente agli antipodi che però lottano contro le stesse frustrazioni mentali.
Il connubio degli opposti è proprio il filo conduttore artistico sperimentale della mia ossessiva ricerca espressiva.

La prima collezione di dipinti ad olio, si chiama "solitude 08", studia e dimostra la più intima solitudine attraverso l'evoluta rabbia e gli umani istinti degli hacker , ed è il segno evidente che il progetto ha alla base una precisa, innovativa e provocatoria ricerca interiore e una forte componente psicologica (tanto da scomodare e trasformare psicologi in critici).

La prima collezione di opere di videoart si chiama “Calvarium”, e “The first Fall” è il primo video. (In passato è stato prodotto un altro video indipendente: “Reset”)

Hagackure Day - Un anno dopo


Benvenuti all’Hagackure Day!

Questo, per il blog “Arte Italiana” è un giorno di festa! Rappresenta il raggiungimento di un obiettivo importante, il concretizzarsi di un’idea, ovvero quella di dare spazio ai giovani artisti emergenti al fine di offrire loro una vetrina per farsi conoscere, per diffondere il proprio messaggio attraverso i lavori artistici che sono in grado di produrre e di sottoporre al giudizio del pubblico.

Se questa opportunità viene concretizzata, com’è avvenuto nel caso di Hagackure, attraverso mostre di caratura e respiro internazionale, in giro per il mondo (New York, Parigi, Mosca, Praga, ecc.), attraverso un tam tam virale che ha invaso blog di tutti i tipi da quelli Hi.tech a quelli di psicologia, riviste e quotidiani, è sicuramente merito dell’intelligenza di un’idea vincente come quella che ha proposto l’ideatore del progetto, ovvero Giuseppe Pisasale.

Giuseppe Pisasale ed il suo team formato da collaboratori e supporter di primissimo ordine, ha dato vita ad uno dei più rivoluzionari scenari artistici degli ultimi 20 anni!

Intorno a lui sempre gli inseparabili Antonio Latina responsabile artistico del progetto e Rossana Giansiracusa responsabile delle pubbliche relazione e promoter di Hagackure, quindi Salvo Castorina co-produttore di alcuni quadri della collezione Solitude08 e Paola Latina videomaker di "reset" (primo lavoro di videoart), altri artisti che avremo oggi modo di conoscere ed intervistare (come ool musicista emergerete e alcuni dei componenti dell'associazione bottega della luce).

L'obiettivo dell'arte di Hagackure è la rappresentazione delle sensazioni pure, comuni a tutti gli uomini nella prospettiva di un nuovo, scandaloso e finanche dissacrante approccio all'analisi psicologica della mente umana.

Il racconto di questo vivace ed imponente percorso artistico, che ha bruciato le tappe arrivando, fortunatamente in tempi rapidi, a scalare le vette della notorietà sarà affidato, per tutto il giorno, al team di Hagackure che avrà modo e maniera di favorire la comprensione di questo vero e proprio fenomeno artistico attraverso la pubblicazione di scritti inediti, filmati e fotografie.

Inoltre sarà possibile interagire direttamente via chat proprio con l’ideatore di Hagackure, Giuseppe Pisasale, a partire dalle ore 11 fino alle 13 e nel pomeriggio con Rossana Giansiracusa (artPR del gruppo e addetta stampa) dalle 15 alle 17.

Personalmente ritengo che un progetto come questo andrebbe valorizzato quanto più possibile ed inserito, magari, anche in un contesto formativo che miri a stimolare la capacità di ragionamento degli studenti così come avviene, ad esempio, per l’analisi matematica. Se avete strabuzzato gli occhi leggendo questa mia dichiarazione allora non avete ancora ben compreso di cosa sto parlando! Direi che è proprio il caso che rimaniate incollati al pc e che seguiate l’evolversi degli eventi all’interno del blog.

All’incirca ogni 30 minuti verrà pubblicato qualcosa di nuovo, alla stregua di un tassello che ha il fine ultimo di comporre un puzzle, tuttavia è bene dire che una periodizzazione strettamente cronologica del fenomeno Hagackure è troppo vaga per definire i contorni della nostra contemporaneità perché non si tratta solo di arte contemporanea ma di un vero e proprio mondo parallelo!

Che la festa abbia inizio! Buon Hagackure Day a tutti!

Ecco come tutto ebbe inizio un anno fa...

Antonio Marano (Amministratore del blog “Arte Italiana”)

mercoledì 24 giugno 2009

BeDifferent pubblica il numero 5 del magazine: Mutazioni


E' online il magazine d’arte contemporanea a tema Mutazioni. Visioni oniriche che raccontano il Mondo percepito dagli artisti, attraverso le sue dicotomie, le sue stranezze, i suoi abitanti.

Be|Different è orgoglioso di presentarvi la 6° uscita della sua rivista gratuita. Mentre l’individualismo spopola all’interno di grandi raccoglitori digitali alla ricerca affannosa di un’identità, i nostri artisti ci raccontano prospettive, paure e frustrazioni (sia proprie sia generalizzate) ampiamente discusse nella letteratura sociologica contemporanea. La proposizione e la vendita di se stessi attraverso i new media accentuano in modo esponenziale la voglia di rivendersi e di cambiare il proprio stato, con risultati moltiplicatori ma confusi. L’individualismo
artefatto e spesso fasullo che cerchiamo di trasmettere a colpi di bit viene smascherato e fermato
in rappresentazioni oniriche.

Mutazioni, la sesta uscita del Magazine Be|Different, racconta una realtà fiabesca al limite dell’orrorifico. Paesaggi minacciati da macchine, esseri umani disumanizzati e immagini spiccatamente caricaturali richiamano una mancanza di fiducia costante e la continua messa alla prova delle nostre certezze. La mutazione è cambiamento, scorre insieme al tempo e colpisce indiscriminatamente, si abbatte sugli artisti come sugli idoli che ci circondano, mescola le rappresentazioni e facendo ciò scopre le carte di un gioco in evoluzione: i rapporti dell’uomo con se stesso, con il mondo, con la società tutta.

“Questo nuovo numero è innanzitutto molto divertente”, racconta Lorenzo Brusadelli, caporedattore e project leader. “Con Mutazioni ci siamo avvicinati molto al modo del fumetto, quello che ci ha cresciuto. La mutazione per noi non è deformità, come troppo spesso traspare dal mondo scientifico, è colore e ricerca di un nuovo assetto sia personale sia in rapporto con gli altri.

La scelta del tema è inserita in un percorso di lettura che si lega al numero precedente e a quello che seguirà: la Città che Sale, come lettura del presente e del futuro più prossimo, la Mutazione, che scandisce un cambiamento, la New Ecology che può essere una via di fuga e una soluzione ai vizi contemporanei”.

Partecipano a questo numero: Alessandro Bavari, ALE+ALE, El Gato Chimney, Franco Brambilla, Fulvio di Piazza, James Kalinda, Mirko Canesi, Orticanoodles, Ozmo, Paco, Paper Resistance, Vacon, Ezio Vecchi.

Be|Different Magazine è presente sul web dal 2007, la rivista si popone all’avanguardia nella divulgazione artistica del panorama contemporaneo italiano. Il magazine è un trimestrale a tema, a partecipazione libera e lettura gratuita. Per i collezionisti più esigenti è disponibile su richiesta la versione cartacea.

Ufficio stampa
Matteo Pizzolla
mail: matteo@bedifferent.it
phone: 340.2934330

18.24 collective: Gerzeli, Lacedra e Pangerc a Jesolo


Dal 25 giugno all’8 luglio lo Shaker di via Cesare Battisti e il Park Hotel Brasilia di via Levantina ospitano una collettiva dei vincitori del concorso 18.24 edizione 2008.

I tre artisti, per la precisione - poiché il quarto vincitore, Fausto Maxia, non potrà partecipare - sono risultati primi nelle rispettive categorie in lizza.

Si tratta di Giovanna Lacedra, milanese, vincitrice della categoria Pittura Figurativa, oltre che della targa dedicata alla memoria di Arnaldo Padovani; Silvano Pangerc, di Treviso, primo classificato per la sezione Pittura Astratta; infine Moreno Gerzeli, triestino, vincitore della sezione Fotografia.

La mostra di Lacedra, Pangerc e Gerzeli si inaugura giovedì 25 giugno alle ore 21.00, presso il Park Hotel Brasilia.

L’esposizione è visitabile in entrambe le sedi tutti i giorni con ingresso libero. Allo Shaker in orario di apertura del locale.

La mostra gode del patrocinio e del contributo del Comune di Jesolo.


Moreno Gerzeli (1956, Trieste)
Nato a Trieste nel 1956 dove vive, lavora e si dedica alla sua passione, la fotografia. Sin da ragazzo si interessa a quest'arte, purtroppo in modo discontinuo, (tra polaroid e semiautomatiche) non si dedica mai attivamente, anche se ne è fortemente attratto. Basi e fondamentali ci sono ma, un pò per la mancanza di spazio dove allestire una camera oscura tutta sua e un pò per i costi da sostenere, l'impegno viene talvolta a mancare.

Ultimamente però, con l'avvento del digitale, ritrova lo stimolo perso e inizia ad esprimersi, sperimentando "nuove" tecniche anche al computer, non dimenticando di tanto in tanto la cara e vecchia foto in b/n su pellicola. Sempre pronto a novità ed esperienze!


Giovanna Lacedra (1977, Venosa (Pz), vive a Milano)
Nel 1995 consegue la maturità artistica e si trasferisce a Firenze per frequentare il corso di pittura presso l'Accademia di Belle Arti. Gli anni di studio sono naturalmente stati anni di conoscenza e sperimentazione, partendo da una figurazione surrealista-metafisica per arrivare al graduale disfacimento della figura. E poi ad una stasi: un raggelamento creativo durato sei anni. La pittura tornerà solo nel 2006, quando avrà inizio una nuova ricerca, un nuovo discorso pittorico, di impronta sociologica.

Nel 1999 una mostra personale presso la LIBRERIA DELLE DONNE di Firenze, vede esposta una serie di disegni (autoritratti) corredati da sue poesie : "LE MASCHERE DELL'AESSENZA". Le medesime poesie esposte, insieme ad altre sono diventate un libro: una silloge, pubblicata per la casa editrice LIBROITALIANO NEL 2001, titolata "SCHEGGE"
Il ciclo pittorico presentato in mostra è DISTANZE (SOLITUDINI CONTEMPORANEE): Si tratta di fotogrammi rubati ad una Milano isterica, eppure raggelante.

Uno screening freddamente monocromatico della realtà metropolitana. Una moltitudine di solitudini.. Parvenze disabitate e quasi incustodite. Resse di burattini dimentichi di sé.
Attualmente l’artista vive e lavora come docente a Milano.


Silvano Pangerc (1962, Treviso)
Artista autodidatta la cui produzione, nell’ambito dell’informale, sperimenta percorsi di sintesi materica e segnica, alla ricerca del perfetto equilibrio tra regola ed emozione.

Il rifiuto delle forme e dei contorni, portano l’artista ad allargare il concetto di creatività attraverso la realizzazione di immagini nuove all’interno delle quali linea, colore e figura, tendono a dissolversi e a ricongiungersi alla tela stessa.

Fili, macchie, graffiature ed incisioni, assumono attraverso la leggerezza del movimento, a volte il rigore della regola, a volte il sapore dell’emozione, permettendo all’osservatore di riconoscersi nell’uno o nell’altra.

L’artista si rivolge dunque alla materia informe per esprimere equilibrio interiore o disarmonia esistenziale, attraverso l’esplorazione di tutte le potenzialità espressive che si concretizzano nell’oggetto d’arte.

Info Mostra

18.24 collective
dal 25 giugno all'8 luglio 2009
nome _ 18.24 collective 2009
sedi _ park hotel brasilia, via levantina 3, lido di jesolo, venezia, t. 0421 380851; shaker, via cesare battisti, jesolo centro, venezia, t. 0421 359935
vernice_ giovedì 25 giugno > ore 21.00
artisti _ moreno gerzeli | giovanna lacedra | silvano pangerc
a cura di _ circolo artistico
info@circoloartistico.it

martedì 23 giugno 2009

Le vie del mondo, le vie dell'anime e le vie dell'uomo a Cannobio


Si inaugura il 04 luglio alle ore 21.00 presso il Salone Vogue a Cannobio, la mostra collettiva dal titolo: Le vie del mondo, le vie dell'anime e le vie dell'uomo.
Sette pittori con sensibilità artistica differenti, si confrontano sul tema della via.
L'evento è organizzato dall'associazione Artevariante e prevede anche un breve intervento di meditazione musicale ad opera dei Cantori di San Cipriano. La mostra rimarrò aperta fino al 5 agosto.

domenica 21 giugno 2009

AMERIGO VESPUCCI e COSTA CONCORDIA DUE MONUMENTI NEL PORTO DI SAVONA

Accanto alla COSTA CONCORDIA Savona festeggia l'arrivo dell'AMERIGO VESPUCCI.
Due monumenti che si affiancano tra il passato ed il presente.
La nave scuola, simbolo e prestigio della Marina italiana nel mondo ha incrociato Costa Concordia scortata in banchina da tutti i mezzi navali savonesi: Carabinieri, Finanza, Polmare e Vigili del Fuoco che hanno fatto ala all'ingresso del VESPUCCI.Sulla banchina della calata delle Vele ad attenderla il comandante della Capitaneria di porto ed il presidente della Port Authority.
Un gradito ritorno, anzi una piacevole novità visto che la visita di due anni fa (era il 22 maggio 2007) si verificò per uno scalo tecnico e non per una festa come sarà questa volta.
Stavolta il veliero “Amerigo Vespucci”, vanto della Marina Militare italiana, è a Savona per una due giorni di festa che il Comune di Savona ha organizzato con l’Associazione marinai d’Italia e la Capitaneria di porto.
La nave storica arrivata sabato mattina davanti alla Torretta ripartirà lunedì mattina dopo 48 ore di visite a bordo ed eventi collaterali.Il programma dettagliato della festa che Savona dedica al veliero di 3400 tonnellate e lungo circa 100 metri sarà illustrato stamattina in Comune durante la conferenza stampa a cui parteciperanno il sindaco Berruti, l’associazione Marinai d’Italia e la Capitaneria.
In ogni caso, da sabato pomeriggio e poi per tutta la domenica l’Amerigo Vespucci resta a disposizione dei savonesi per visite a bordo, foto e altro.
L'AMERIGO VESPUCCI venne varato nel 1931 dai cantieri di Castellammare di Stabia.
Lungo circa 100 metri, largo 15 e con un pescaggio di 7 metri, puo' raggiungere una velocita' di 10 nodi.L'equipaggio e' composto da 16 ufficiali, 70 sottufficiali e 200 marinai.
Fra il 1946 e il 1955 il VESPUCCI e' stata l'unica nave scuola italiana, prima che la Marina militare acquistasse la Palinuro.
Attualmente l'AMERIGO VESPUCCI e' la piu' antica nave della Marina in servizio.

sabato 20 giugno 2009

TRE ARTISTI DI ALBISSOLA Silvia Calcagno, Carlos Ferrando e Tullio Mazzotti invitati in FRANCIA

Su invito della MAISON DE LA CERAMIQUE CONTEMPORAINE ben tre artisti su dieci invitati provengono da ALBISSOLA.
La mostra espositiva rappresenta una prima tappa per ulteriori incontri tra ceramisti internazionali e si terrà dal 27 giugno al 27 settembre presso la MAISON DE LA CERAMIQUE di GIROUSSENS (TARN).
Il titolo richiama ad un rinnovamento di energie nel campo della ricerca ceramica contemporanea nell'area del MEDITERRANEO e vede la presenza di dieci artisti tra i più rappresentativi in campo nazionale e spagnolo che sconvolgono e scompigliano i luoghi comuni della forma e del colore.
SILVIA CALCAGNO è nata a Genova nel 1974.
Ceramista, designer e videomaker, vive e lavora ad Albisola.Si forma presso il Liceo Artistico A. Martini di Savona e poi presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
Allieva di Adriano Leverone, Giovanni Cimatti, Emidio Galassi, nel 2005 ottiene la qualifica regionale di Ceramista Designer in grès.Successivamente approfondisce la tecnica raku a Girona, in Spagna, con il maestro Ramon Forte.
Si dedica all’insegnamento inaugurando nel 2001 la scuola di ceramica “Officine Artistiche” ad Albissola Marina e nel 2006 apre “Off Gallery”, uno spazio dinamico dove affianca a mostre di grandi artisti eventi sperimentali legati ai suoi lavori.
CARLOS FERRANDO nasce a Castellò de la Plana - Spagna il 6-2-1978.Si avvicina all’arte nel’99 seguendo un corso di Restauratore del Patrimonio Artistico legato all’architettura rurale a Morella-Castellò.Nel 2000 si diploma all’Istituto di Arti Plastiche e Design ceramico di Castellò e nel 2001 frequenta la Scuola Superiore di Ceramica a Manises-Valencia.
Nel 2004 consegue il diploma di Ceramista al corso di Grès e Porcellana all’Istituto Ballardini di Faenza.
Dal 2006 collabora con la Scuola di Ceramica Officine Artistiche e con la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Off Gallery ad Albissola Marina.
TULLIO MAZZOTTI albisolese di origine, è alla quarta generazione dei Mazzotti ceramisti. Diplomatosi nel 1975 al Liceo Artistico Arturo Martini di Savona ha frequentato la Facoltà di Architettura nell’ Ateneo genovese.
La sua prima mostra, con l'amico Flavio Roma, risale al 1969,dove alla Galleria Alba Docilia in Albisola Capo espone delle sculture Ceramiche Boom.
La sua attività artistica spazia dalle arti visive, alla fotografia, dalla grafica al design (disegnando orologi, magliette, piatti commemorativi e oggetti d’uso).
Notevole inoltre la presenza di MIRTA MORIGI di Faenza che produce ceramiche dove alla forma classica, di per sè sempre dotata di una certa potenza scultorea, si uniscono - ennesima apparente contraddizione - curiosi animali come lucertole, gechi, rane e camaleonti.
info
MAISON DE LA CERAMIQUE GIROUSSENS
05 63 41 68 22

venerdì 19 giugno 2009

ALLA OFF GALLERY DI ALBISSOLA "OPERE SCELTE" DI MARIO SCHIFANO

DA SABATO 11 LUGLIO AL 30 AGOSTO OPERE SCELTE DI MARIO SCHIFANO ALLA OFF GALLERY IN VIA REPETTO 6 AD ALBISSOLA MARINA.
LA MOSTRA ORGANIZZATA DA ZONACONTEMPORANEA IN COLLABORAZIONE CON OFF GALLERY DI ALBISSOLA RAPPRESENTA UN EVENTO UNICO CON UNA TRENTINA DI OPERE,VIDEO E BIBLIOGRAFIA DA CONSULTARE.
VALE LA PENA RICORDARE CHE LA OFF GALLERY HA OSPITATO LE OPERE DI MIMMO ROTELLA,POI LA GRAFICA D'AUTORE DA CHAGALL A DE CHIRICO ,UGO NESPOLO LA SCORSA ESTATE ED ORA MARIO SCHIFANO"OPERE SCELTE".
ACHILLE BONITO OLIVA LO DEFINISCE "ATLETA DELLO SGUARDO"
INAUGURAZIONE sabato 11 luglio ore 18,30
Mario Schifano
: dissacrante testimone del proprio tempo.
Gli artisti hanno, in positivo ed in negativo, una sensibilità particolare.
E' una sorta di preveggenza, che gli consente di vedere, a volte anche inconsapevolmente, in anticipo lo svolgersi delle cose.
E' stato così anche per Mario Schifano.
Nel panorama artistico italiano tra la metà degli anni '60 e il '90, Schifano è riuscito ad aprire una breccia che gli ha consentito di essere protagonista anche sulla scena internazionale, ma al di là del successo critico, mediatico e anche commerciale raggiunto dall'artista mi interessa la sua capacità di essere testimone del suo tempo.
Schifano è stato infatti attento osservatore, mai passivo ma sempre ironico, drammatico, dissacrante, imprevedibile, sempre pronto ad utilizzare tutti i nuovi mezzi messi a disposizione dalle tecnologie legate al mondo delle immagini.
Videoarte, computers, televisioni, musica, diventano strumenti nelle mani di un artista capace di vedere la crisi delle ideologie, di capire il potere delle immagini e dei personaggi mediatici ma nello stesso tempo di percepirne la loro intrinseca debolezza, mantenendo una capacità pittorica fatta di colori mediterranei, di rapida gestualità necessaria a fissare un pensiero, quasi una sorta di zapping su tela nell'alternarsi di istantanee.
E' qui che vedo la sua preveggenza, in questo mondo di immagini veloci e sovrapposte, di ipercomunicazione, di miti che si sfaldano sotto gli occhi di tutti.
I paragoni non sono sempre opportuni, e se da un lato Schifano è stato considerato l'Andy Warhol italiano nei suoi riferimenti pop, accostamento da lui mai gradito, certo è che egli ha saputo gettare uno sguardo profondo sulla nostra società e su alcuni suoi discutibili aspetti di cultura collettiva, diventandone celebrato e contraddittorio testimone.
Alla Off Gallery va il merito di proseguire con questa mostra sapientemente curata da Beppe Lupo una attività di alto profilo di documentazione dell'arte italiana iniziato negli scorsi anni con Ugo Nespolo e Mimmo Rotella, ma anche di offrire al collezionista d'arte attento ai contenuti una scelta seria e ponderata su alcuni dei più grandi protagonisti italiani di rilievo internazionale.
Roberto Giannotti
INFO
Off Gallery di Silvia Calcagno
Albissola Marina Via Repetto 6

Tel. (+39) 349 77 87 660
e-mail zonacontemporanea@libero.it

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