Il getto di fusione si fa col crogiolo, una specie di grossa tazza con un becco per facilitare l'operazione; era fatta di argilla o altro materiale refrattario: i piu' antichi crogioli ritrovati, risalenti all'epoca predinastica in Egitto, sono molto piccoli. Anche le forme, destinate ad accogliere il metallo fuso e a farlo raffreddare dando ad esso la forma voluta, erano di materiale refrattario; in seguito apparvero anche forme metalliche. Le prime forme furono aperte, il che non vuol dire che mancasse del tutto il coperchio, che anzi con ogni probabilita' vi sara' stato per evitare una eccessiva ossidazione del metallo, ma vuol dire che il coperchio veniva posto in sito dopo la colata, e che non aveva alcun rilievo o cavita' destinati a dar forma al getto.
Il bronzo si presta alla fusione assai meglio del rame, e fu col bronzo che l'arte della fonderia giunse a piu' alta perfezione; si impiegarono tre diversi sistemi: la forma aperta, la forma chiusa, e la cera perduta.
Il sistema a forma aperta e' il più ovvio, semplice come versare un liquido in una tazza; il sistema a forma chiusa non e' molto più complicato, e viene usato anche in cucina per le gelatine e certi dolci. Per non dover rompere la forma ad ogni gettata la si fa in due o più parti: queste parti, messe insieme, lasciano nell'interno una cavita' che deve essere riempita dal metallo liquido; solidificandosi, questo prende la forma della cavita'. Si possono ottenere alloggiamenti e cavita' nel getto usando le cosi' dette "anime", cioe' pezzi di materiale refrattario che corrispondono ai vuoti che si desidera rimangano nell'oggetto.
Il sistema della "cera perduta" e' particolarmente adatto per i getti artistici, e finora nulla di meglio e' stato ancora trovato a questo scopo.
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