Gli Erbari in mostra al Castello di Miradolo

La Magia degli Erbari conquista l'arte contemporanea: una mostra al Castello di Miradolo

Gli Erbari in mostra al Castello di Miradolo
L'arte e la natura si incontrano al Castello di Miradolo, dove la Fondazione Cosso propone una nuova esposizione unica nel suo genere: Di erbe e di fiori. Erbari d’autore da Bessler a Penone, da De Pisis a Cage. Questa mostra celebra la bellezza della botanica attraverso un viaggio tra gli erbari d’artista, attraversando secoli di storia e creatività.

Il fascino senza tempo degli Erbari

Gli erbari non sono semplicemente raccolte di piante essiccate; sono pagine di storie, ricordi e introspezioni. Da Paul Klee a Emily Dickinson, da Rosa Luxembourg a Giuseppe Penone, molti artisti e pensatori hanno trovato negli erbari un mezzo per dialogare con il paesaggio naturale, esplorandone le infinite forme e armonie. Questa esposizione si propone di unire tradizione e innovazione, accostando le pagine di erbari storici alle opere d’arte contemporanea.

Il Castello di Miradolo

Il Castello di Miradolo, situato a San Secondo di Pinerolo (Torino), rappresenta un perfetto connubio tra arte e natura. Restaurato nel 2008 dalla Fondazione Cosso, il castello vanta uno straordinario parco paesaggistico progettato dal paesaggista Paolo Pejrone. Oltre alla ricca flora che include camelie antiche, faggi monumentali e sequoie, il parco accoglie anche giardini edibili, orti e frutteti. Questo scenario naturale amplifica il messaggio della mostra, invitando i visitatori a riflettere sulla relazione tra uomo, natura e cultura.

La mostra al Castello di Miradolo crea un affascinante intreccio tra botanica e arte contemporanea, ponendo l'accento su come gli artisti, nel corso dei secoli, abbiano tratto ispirazione dalla natura per esplorare tematiche legate alla classificazione, alla memoria e all'immaginazione.

Gli erbari del Quattrocento: lo studio scientifico come forma d’arte

I primi erbari, risalenti al Quattrocento, erano strumenti scientifici che catalogavano erbe e piante per il loro utilizzo medicinale e agricolo. Queste raccolte rappresentano uno dei primi tentativi di organizzare la natura secondo criteri sistematici. Oltre alla loro funzione pratica, gli erbari antichi possiedono un'estetica propria: disegni dettagliati e annotazioni che riflettono un amore per la conoscenza e la precisione. Questo dialogo tra scienza e bellezza è uno dei temi centrali della mostra.

I frottage vegetali di Giuseppe Penone: tracce della vita delle piante

Le opere di Giuseppe Penone, uno dei principali esponenti dell'Arte Povera, catturano l’essenza della natura attraverso tecniche come il frottage. Questi lavori, ottenuti strofinando superfici naturali con materiali artistici, immortalano la trama e la struttura delle piante, creando una mappa visiva del loro ciclo vitale. Penone invita lo spettatore a osservare il mondo vegetale non solo come oggetto, ma come un'entità vivente e mutevole.

La collezione di oltre mille erbe di Filippo De Pisis

Il contributo di Filippo De Pisis si distingue per la sua capacità di trasformare una semplice raccolta botanica in una celebrazione della diversità naturale. Le sue collezioni di erbe, disposte con cura e accompagnate da osservazioni poetiche, riflettono il suo spirito romantico. Per De Pisis, ogni pianta era un microcosmo, un’espressione unica della bellezza del mondo naturale.

L’album di immagini e foglie di Alessandra Spranzi

Le opere di Alessandra Spranzi combinano fotografie, disegni e campioni vegetali, creando album che sono al contempo documenti scientifici e opere d’arte. I suoi lavori esaltano il potenziale narrativo e simbolico della natura, rivelando come ogni foglia o fiore possa raccontare una storia unica e personale.

Il film in Super 8 di Adelaide Cioni: la botanica reinterpretata

Adelaide Cioni porta la botanica nel regno del linguaggio cinematografico. Il suo film in Super 8, esposto nella mostra, è una celebrazione visiva del paesaggio naturale e del suo legame con l'uomo. Utilizzando un medium dinamico come il cinema, Cioni esplora il movimento, il colore e le texture della flora, creando un’esperienza immersiva e multisensoriale.

La botanica come insegnamento

La mostra non si limita a un’osservazione naturalistica ma invita a ripensare la natura come insegnante. Le opere esposte celebrano la flora non come oggetto di imitazione, ma come fonte di saggezza e ispirazione. Questa prospettiva abbatte le gerarchie tra uomo e natura, promuovendo una visione più equa e armoniosa.

John Cage: quando la musica incontra i funghi

Una sezione della mostra è dedicata a John Cage, compositore e micologo appassionato. La sua opera sonora In a Landscape apre il percorso espositivo, sottolineando l’interconnessione tra musica e botanica. Cage non era solo un pioniere musicale ma anche un esperto di funghi, al punto da insegnare un corso di identificazione micologica alla New School di New York nel 1962. Il suo The Mushroom Book, pubblicato nel 1972, rappresenta un esempio perfetto di come l’arte possa trarre ispirazione dalla natura.

Questa mostra straordinaria al Castello di Miradolo non è solo un tributo agli erbari ma un invito a esplorare nuovi modi di interagire con il mondo naturale, unendo arte, scienza e immaginazione. 

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