Caravaggio a Milano: le radici di un genio della pittura Barocca

 


Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, rappresenta una delle figure più rivoluzionarie della storia dell’arte occidentale. Sebbene il suo nome d’arte lo ricolleghi al borgo di Caravaggio, la sua nascita e la sua formazione avvennero a Milano, un aspetto che per anni è stato oggetto di dibattito tra storici e studiosi.

Le origini di Caravaggio: Milano o Caravaggio?

Per lungo tempo, la tradizione ha voluto che Caravaggio fosse nato nel borgo omonimo in Lombardia. Tuttavia, documenti più recenti hanno confermato che Michelangelo Merisi venne battezzato il 30 settembre 1571 nella chiesa di San Stefano in Brolo, a Milano. Questo ha spostato il focus della sua biografia, evidenziando il legame stretto con il capoluogo lombardo. Sebbene la sua famiglia fosse originaria di Caravaggio, la presenza del padre nel settore edilizio milanese suggerisce che la loro residenza principale fosse proprio a Milano.

La formazione artistica e il contratto con Peterzano

Uno degli elementi chiave della giovinezza di Caravaggio è il suo apprendistato nella bottega di Simone Peterzano, pittore bergamasco che si dichiarava allievo di Tiziano. Il contratto di apprendistato, firmato nel 1584, impegnava il giovane Michelangelo a un periodo di formazione di quattro anni, durante il quale avrebbe vissuto e lavorato con il maestro, apprendendo le tecniche della pittura lombarda e veneziana. La bottega di Peterzano si trovava nei pressi della parrocchia di Santa Maria alla Passarella, una zona che ospitava una forte comunità di caravaggini a Milano.

L’influenza lombarda e la ricerca del Realismo

L’ambiente milanese fu fondamentale per la crescita artistica di Caravaggio. Qui poté studiare le opere di Leonardo da Vinci, assimilando il suo uso innovativo della luce e dell’ombra. Inoltre, l’insegnamento di Peterzano lo introdusse al rigore del disegno e alla resa prospettica, elementi che si ritrovano nelle sue opere mature. Un aspetto interessante della formazione milanese di Caravaggio è il contatto con i modelli plastici e lo studio della scultura, che influenzò la sua capacità di creare figure volumetriche con un forte impatto realistico.

L’abbandono di Milano e l’inizio del mito

Dopo il completamento del suo apprendistato nel 1588, Caravaggio rimase a Milano per qualche anno, cercando commissioni e sperimentando il ritratto come genere pittorico. Tuttavia, la città non gli offrì le opportunità sperate, portandolo a trasferirsi a Roma intorno al 1592. Questo passaggio segnò l’inizio della sua carriera pubblica e del suo stile inconfondibile, caratterizzato da un realismo crudo, forti contrasti di luce e ombra e una drammatica intensità narrativa.

Caravaggio a Milano: un genio tra due città

Sebbene il nome di Caravaggio rimandi al borgo lombardo, la sua formazione e la sua crescita artistica sono strettamente legate a Milano. La capitale lombarda gli offrì un’educazione solida, ispirazioni artistiche fondamentali e la disciplina necessaria per sviluppare il proprio linguaggio visivo. Questo periodo della sua vita, spesso sottovalutato, è in realtà la chiave per comprendere le radici del suo genio e la sua rivoluzione pittorica.

Caravaggio non fu solo il pittore della luce e dell’ombra, ma anche il prodotto di un ambiente artistico vivace e stimolante che lo preparò a diventare uno degli artisti più innovativi della storia.

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