lunedì 31 maggio 2010

Successioni nel tempo continuo


Spazio espositivo: Il Salotto dell'arte Gallery c/o Il Cortile Via Massimo D'Azeglio 73 28821 Cannero Riviera (VB)
Titolo della mostra: Successioni nel tempo continuo
Data di vernissage: 19 giugno 2010 ore 15.30
Data di apertura: 19 giugno 2010
Data di chiusura: 18 agosto 2010
Orari di apertura: tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 20.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
catalogo: a cura della Galleria Camaver Kunsthaus
Patrocini: Comune di Cannero Riviera
ufficio stampa: Galleria Camaver www.camaver.it
curatori: Marcello Cazzaniga
autori: Massimo Falsaci
genere: arte contemporanea, personale
web: www.massimofalsaci.it

Presso Il Salotto dell'Arte Gallery di Cannero Rivera (VB) si terrà dal 19/06/2010 al 18/08/2010, la mostra del pittore Massimo Falsaci dal titolo “ Successioni nel tempo continuo” dove verranno esposte le opere dell'artista di taglio sperimentale indagativo; l'intento non è quello di realizzare un percorso antologico, quanto invece quello di puntualizzare gli sviluppi in successione di una dinamica di ricerca.
Come, quando si percorre un cammino, ci si arricchisce di esperienza, allo stesso modo l'affinarsi di Falsaci porta l'artista ad oltrepassare sempre più il confine della forma stagliando nella luce la vita nascosta dell'anima.
Il raggiungimento a tappe di questo stile pittorico-poetico ripropone reinterpretandola l'eterna sfida tra Ulisse e il limite umano.

sabato 29 maggio 2010

Shamal il vento creativo Desio (MB)


Shamal è il nome di un impetuoso vento estivo che spira nel golfo persico. Dai tempi più antichi esso è sempre stato considerato come un evento raro e portatore di cambiamenti. Shamal è il vento che accarezzando terre lontane ne mescola gli umori e ne confonde i suoni.
Quel vento d'oriente si presta a diventare il simbolo di questa mostra assurgendo a simbolo di creatività e di eccezionalità. L'accostamento simbolico ci permette di approfondire, in maniera semplice e accessibile, anche le minime sfaccettature dell'essere artista e del pensiero creativo, che spesso risulta inafferrabile, travolgente e spesso improvviso.
Lo scopo principale di questa esposizione è mettere a confronto realtà locali con esperienze internazionali, attraverso un viaggio sospinto dalla forza innovatrice e dalla carica di novità portate dallo Shamal.
Spesso ci si domanda come nasca un'opera darte: ebbene forse sgorga proprio come da un caos primordiale, dove idee e suggestioni esterne si mischiano in un movimento intricato e incontrollabile; una commistione in cui la sensibilità creativa come un alito di vento riesce a dare una direzione ben precisa e a modificare in qualche modo la realtà quotidiana.
Le idee, esattamente come il vento, non hanno forma materiale, non sono tangibili, eppure i loro effetti sulla realtà sono evidenti. A volte solo l'occhio dell'artista che è dotato di una sensibilità più spiccata riesce a carpire nuovi punti di vista e rielaborarli per renderli arte e raccontare qualcosa di nuovo. Da questo crogiolo d'artista nasce dunque qualcosa che agisce sulle menti e sulla sensibilità delle altre persone e lascia in loro un segno travolgente, proprio come la folata di un vento forte e invasivo che inevitabilmente porta a mutamenti, fuori e dentro ogni individuo.
Ciò che con la rassegna artistica si tenta di comunicare è il fatto che la creatività, insieme a quella particolare sensibilità che gli artisti possiedono, è proprio come un refolo che imprevedibile soffia attraverso Paesi e i continenti, che influenza nelle più svariate forme altri artisti e persone comuni.
Verrà messo in mostra il pensiero artistico che come aria e vento non ha forma concreta e non può dunque essere corrotto; è una sorta di forza inattaccabile capace di mettere in luce i punti oscuri della nostra società o di spingerci verso mondi e dimensioni dove poter riflettere sull’uomo, sulla sua interiorità e sul suo rapporto con ciò che lo circonda.
Laria è l'elemento su cui il vento agisce e il pensiero è il campo in cui agisce la creatività, che per l'artista diventa una sorta di respiro vitale, un'energia cosmica che diventa pensiero puro e immaginazione.
Non bisogna mai pensare che questo vento sia però un elemento lontano dalla realtà quotidiana o dalle persone come noi: così come laria, che è collegamento tra cielo e terra, così l'arte è solida giunzione tra spirito e materia e quindi è lunico modo per sublimare gli impulsi materialistici dell'uomo.
Nelle più remote epoche il vento aveva una connessione importante con il divino e con il soprannaturale perché esso era manifestazione del volere degli Dei e ne rappresentava il principio del soffio vitale.
Lartista è dunque l'uomo pervaso da questo vento e da questa tensione creativa che è istinto naturale dell'umanità libera, il cui pensiero non deve e non può accettare costrizioni di sorta.
Questo vento oggi diventa comunicazione, flessibilità di pensiero e mutamento di pensiero in materia: è arte.

Artisti:
Anja Etwal Nielsen (Danimarca)
Victoria Fontana (USA)
Mary Mansey (Francia)
Christian Kappertz (Germania)
Urban Saxer (Svizzera)
Helen Tranckle (Gran Bretagna)
Isabelle Hosier (Francia)
Caroline Koenders (Olanda)
Derek Fitzpatrick (Irlanda)
Paul Kok (Olanda)
Herwig Peschka (Austria)
Elizabeth Johnes (Australia)
Massimo Falsaci (Italia)
Diamantis Stagidis (Grecia)
Tonie Van Marle (Olanda)
Tove S. Hellerud (Norvegia)
Han Geng (Cina)
Alejandro Capriles (USA)
Toni Andrea Zelter (Germania)
Filipa Alberti (Portogallo)

SHAMAL: il vento creativo
Antichi Palazzi a Villa Tittoni Traversi (Desio)
Luogo: Villa Tittoni Traversi , Via Lampugnani - Desio (MB)
Periodo: dal 05 al 20 giugno 2010
Orari: dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00
info: info@camaver.com T.328.5930092

domenica 23 maggio 2010

AQUAE


Sabato 12 giugno 2010 dalle ore 18.30 la Tenuta Due Laghi, Loc.Campigliano 29, Rivodutri (Ri), inaugura, nell’ambito della Rassegna Annuale ExArte, la mostra d’arte contemporanea AQUAE, a cura di Barbara Pavan, con l’intervento critico di Luca Arnaudo, promossa da Studio7.it, con il Patrocinio del Comune di Rivodutri.

In mostra le opere di Artemad, Fabrizio Berardi, Giovanni Chiarinelli, Gianfranco De Felice, Giacomo Demurtas, Massimo Falsaci, Filippo Maria Gianfelice, LuBott, Claire Nelson e Meri Tancredi.
Performances musicali del Duo Dexter (Alessandro Petrucci e Luca Venzano) e di Luca Tosoni.

L’acqua non è solo un elemento vitale e indispensabile alla nostra vita. Nutre e disseta anche la nostra anima, si lega indissolubilmente in qualche modo ai nostri pensieri e ai nostri ricordi. Potrebbe sembrare un tema anche troppo facile per una mostra d’arte, ma i dieci artisti di AQUAE pur non eludendo un doveroso tributo poetico all’acqua, hanno reso protagoniste delle opere le istanze urgenti della contemporaneità: inquinamento, abuso, spreco.

Le due installazioni esterne di ARTEMAD, rimandano l’una ai pericoli di un’urbanizzazione selvaggia e indiscriminata che ci rende fragili ed in balìa di fatali eventi catastrofici, l’altra allo spreco sistematico e alla trasformazione di un elemento naturale in una fonte continua di inquinamento fino a diventare essa stessa rifiuto. I principi di rispetto ed economizzazione delle risorse non sono più negoziabili e l’urgenza di scelte coraggiose e costruttive non è più rimandabile. La gratuità e l’abbondanza dell’acqua ne offuscano il valore intrinseco, tanto che è nell’uso corrente dire che non c’è nulla di così facile come bere un bicchier d’acqua. L’opera fotografica di GIOVANNI CHIARINELLI riflette proprio sul significato delle parole che sottendono il grado di importanza che inconsciamente attribuiamo alle cose. Il bicchiere scheggiato e stretto nella morsa del filo spinato ricorda doverosamente che non sempre l’acqua è un bene scontato: milioni di persone non hanno accesso ad acque potabili o sicure; milioni di uomini soffrono la sete e ci sono luoghi in cui l’acqua è davvero un bene raro e prezioso e procacciarselo costa fatica e sofferenza. In un’altra opera in un bicchiere d’acqua purissima e trasparente galleggia un sottile strato nero di petrolio. Chiarinelli riesce con la forza di un linguaggio essenziale a dare una forma domestica ad una catastrofe reiterata di cui l’ultima immensa marea nera non è che uno degli innumerevoli episodi. Marea nera che ritorna anche nel Brutto anatroccolo di GIACOMO DEMURTAS realizzato riassemblando pezzi meccanici usati e inutili, originando una nuova forma di tutt’altro significato. Il principio ecologico del riutilizzo e del riciclo nelle intenzioni dell’artista, si scontra e si infrange contro questa catastrofe causata dall’incuria e dall’arroganza dell’uomo. L’anatroccolo ferito, avvolto e imprigionato nella spessa coltre nera, non si trasformerà nel meraviglioso cigno nero della fiaba. Con crudo e disincantato realismo, Demurtas ribadisce che senza un impegno serio e costante, la bellezza non avrà speranza. FABRIZIO BERARDI ci restituisce due diverse visioni del rapporto tra l’uomo e l’acqua. Quella delle società arcaiche, fondata su di un equilibrio di rispettoso utilizzo: all’acqua, madre e divinità, l’uomo riconosceva anticamente la magnanima generosità che consentiva la vita, temendone però la potenza e la forza distruttrice; e quella delle società industriali o post industriali in cui l’acqua è una merce, proprietà esclusiva degli uomini. Il carattere concettuale e sociologico dell’opera di MASSIMO FALSACI, – scrive Alessio Lucchini - articolata in due tele, propone l'acqua come altra soluzione possibile per recuperare il dialogo nel mondo svuotato di oggi. Da un lato l'uomo viene visto come un microcosmo abbandonato a contatti umani ridotti; dall'altro, il macrocosmo spersonalizzante degli scali-merce vede la realtà incanalata in numeri ordinati e la socializzazione continuamente soppiantata da sterili rapporti commissionali. L'acqua diventa uno strumento vivo ed efficace attraverso il quale si può rinsaldare e rafforzare quel flebile dialogo umano che rischia lo schianto nella desolazione. La forza dell’acqua trova voce nell’opera dei LUBOTT, La balena di Giona. In un tempo in cui l’uomo si erge a padrone e signore di tutti gli elementi, chi, se non l’uomo stesso, potrà salvare Giona dalla furia delle acque? Ecco, dunque, che il poderoso cetaceo biblico mandato da Dio in soccorso del profeta viene sostituito dallo scheletro di un prodotto industriale. Per salvare sé stesso e il proprio ambiente, l’uomo deve accettare e vincere la sfida che egli stesso ha lanciato. Sarà attraverso la sua intelligenza, la scienza, la tecnologia che dovrà elaborare nuove soluzioni e trovare un nuovo equilibrio, nuovi rapporti di forza tra sé e la natura. Nelle opere fotografiche di FILIPPO GIANFELICE l’indignazione violenta dell’acqua che ha travolto tutto, ha divorato la terra, si è ripresa repentinamente la sua libertà si cela dietro una silenziosa immobilità. E’ una bellezza tragica che nella calma irreale che segue all’ira devastante degli elementi, rimanda ad una dimensione in cui la vita e la morte giocano a rincorrersi, a volte si sfidano, a volte si sfiorano. A volte la vita soccombe. Altre volte la vita resiste. La fotografia di GIANFRANCO DE FELICE appare il tentativo estremo della bellezza di infiltrarsi tra lo squallore di cemento dei palazzi di periferia: un lembo di cielo che si insinua nello specchio d’acqua di una pozzanghera, stretta tra qualche rifiuto e una striscia di asfalto. CLAIRE NELSON, espone due sculture che rimandano un profondo senso di riappacificazione e di fusione, non solo con l’acqua, ma con tutti gli elementi dell’universo. Le due figure abbandonate, senza timori, senza conflitti, con la perfetta consapevolezza di essere, a pieno titolo, parte integrante del tutto. MERI TANCREDI propone un’opera complessa, frutto di una lunga ricerca storica e artistica, in ambito mitologico e religioso, del legame tra la donna e l’acqua. Due principi inesorabilmente associati alla nascita ed alla conservazione della vita, fino al traghettamento dell’anima oltre la morte. Un legame che dall’antichità ai giorni nostri si è coltivato in tutti i tempi ed in tutte le culture, tale da sovrapporre talvolta le due anime nella rappresentazione stessa della divinità.

La mostra sarà visitabile fino al 15 agosto 2010. Catalogo in mostra.


Scheda tecnica

Titolo Aquae
A cura di Barbara Pavan.
Intervento critico di Luca Arnaudo
Artisti Artemad, Fabrizio Berardi, Giovanni Chiarinelli, Gianfranco De Felice, Giacomo Demurtas, Massimo Falsaci, Filippo Maria Gianfelice, LuBott, Claire Nelson e Meri Tancredi.
Date 12 giugno – 15 agosto 2010
Inaugurazione 12 giugno 2010 ore 18.30
Sede espositiva Tenuta Due Laghi
Loc. Campigliano 29 – Rivodutri (Ri)
Ingresso libero
Catalogo in mostra
Coordinamento Studio7.it www.associazionestudio7.it
Ufficio stampa Studio7.it e-mail studio7artecont@gmail.com
Info e-mail barbarart@tiscali.it Tel.320.4571689
Con il Patrocinio del Comune di Rivodutri

giovedì 20 maggio 2010

IL MITO DEL VERO IL RITRATTO IL VOLTO


IL MITO DEL VERO IL RITRATTO IL VOLTO
Tipo: Musica/arte - Mostra
Inizio: giovedì 3 giugno 2010 alle ore 18.00
Fine: sabato 10 luglio 2010 alle ore 19.00
Luogo: Palazzo Durini
Via: Via Santa Maria Valle 2 (MM Duomo)
Città/Paese: Milan, Italy
Vedi mappa

Descrizione-VERNISSAGE 3 GIUGNO 2010 18.00/24.00-

a cura di Giacomo Maria Prati e Paolo Lesino

50 OPERE PITTORICHE INEDITE PER 50 ARTISTI – SPECIAL GUEST DINO VALLS E CONOR WALTON

Palazzo Durini 3 giugno/10 luglio 2010 Martedì/sabato ore 15/19 Via Santa Maria Valle 2 (MM Duomo)

Info www.arcadiarte.org mail@arcadiarte.org
+39 335 64 53 998 - +39 348 4508047

CATALOGO IN SALA
CON TESTO DI PHILIPPE DAVERIO

ARTISTI IN MOSTRA:
SALVO ALESSI • DANIELA ALFARANO • LUCA ALINARI • ALESSANDRA ARIATTI • LOUISE BECKINSALE • ENRICA BERSELLI • ALBERTO BERTOLDI • SATURNO BUTTÒ • GIANNI BUZZI • MAURIZIO CARRIERO • ELENA CERMARIA • ANTONELLA CINELLI • GIOVANNI COLAGRANDE • LUCA CONCA • DANIELA DE BENEDETTI • FRANCESCO DE GRANDI • PAOLO DELL’AQUILA • BRUNO DI MAIO • GIGINO FALCONI • TITTI GARELLI • SVITLANA GREBENYUK • ANTONIO LAGLIA • FRANCESCO LAURETTA • UGO LEVITA • FEDERICO LOMBARDO • ANNA MADIA • CLAUDIO MAGRASSI • ANGELO MARINI • ANDREA MARTINUCCI • FRANCESCA MARZORATI • JARA MARZULLI • MATTEO MASSAGRANDE • RICCARDO MAYR • DANIELA MONTANARI • NICOLA NANNINI • ROCCO NORMANNO • LORELLA PALENI • GRETA PENACCA • HARALD PLATTNER • DAVIDE PUMA • PAOLO QUARESIMA • BENEDETTO RUBANU • GIORGIO SCALCO • DORIANO SCAZZOSI • ROBERTA SERENARI • VIOLA VIRDIS • ANGELA VOLPI • LAURA ZINGARELLI

domenica 16 maggio 2010

URBAN - CODE Personale di Carlo Cane


URBAN - CODE
Personale di Carlo Cane


Inaugurazione: 6 maggio alle ore 18.30
Location: LA CONTEMPORANEA – Studio | Art Gallery – Arte Architettura Interior Design
Via della Rocca, 36
10123 Torino
www.lacontemporaneatorino.com
TEL: +39 011 0746769
Periodo: dal 6 Maggio al 3 Luglio 2010
Orari: feriali 15.30 19.30 - Domenica e festivi su appuntamento
Ingresso: gratuito
Organizzazione:
La Contemporanea – Torino l Casa d’Arte San Lorenzo – San Miniato/Milano
Info:+39 011 0746769 +39 335 6233779 +39 02 39432561
info@lacontemporaneatorino.com
galleria@arte-sanlorenzo.it


Lo Studio Art Gallery La Contemporanea è lieta di riproporre Carlo CANE, l'artista piemontese che poco più di un anno fa ha dato inizio al ciclo espositivo “Prospettive Contemporanee” .
Con URBAN-CODE si inaugura infatti, il secondo appuntamento espositivo per l'anno 2010, grazie al quale si riprende il linguaggio che maggiormente identifica l'attività de La Contemporanea, quello dell' Architettura.
Un' occasione per unire ancora una volta due aspetti, quello artistico e quello maggiormente tecnico che contraddistinguono il modus operandi degli Architetti Cristiana Pecile e Marzia Altaira Grazzini.





URBAN - CODE
Personale di Carlo Cane

URBAN - CODE raccoglie la nuova produzione artistica di Carlo CANE, per la quale la tecnica rimane la stessa di sempre - olio e inchiostri su tela sottile di cotone detta anche “pelle d’angelo” incollata su tavola e successivamente trattata con acidi - con però evidenti differenze rispetto al passato relativamente al soggetto della sua ricerca, i paesaggi urbani.
L' approccio si fa infatti più etereo, illusorio ed affonda ancor di più le sue radici nel ventre della fantasia.
Le architetture presentate appaiono maggiormente decontestualizzate, appartenenti ad un immaginario avveniristico in cui la modernità si esprime attraverso codici ben riconoscibili sebbene privi di qualsiasi riferimento spazio temporale.
Unica eccezione a questa forma di anonimato metropolitano è l'opera dedicata al CAVAL' D’ BRÔNS di Torino, inequivocabile riferimento alle origini piemontesi dell'artista.
Sempre più evidente è il senso di isolamento e di separazione delle strutture, che sembrano qui emergere da un nulla onirico, austere ed enigmatiche, come fantasmi o chimere che portano addosso segnali comuni di un futuro a noi prossimo. A questo si riferisce il titolo della mostra, i “codici urbani”, quegli elementi che seppur nella diversità della creazione fantastica accomunano questi edifici, rendendoli frammenti di un unico puzzle contemporaneo fatto di vetro e di acciaio.
La vena sognante dell'artista si esprime in queste opere anche attraverso un maggior utilizzo del colore, in particolare con i toni dell'azzurro e dell'arancio tendente al ruggine, strumenti, questi, che ci permettono di uscire dalla realtà grigia dei contesti metropolitani per immergersi in una dimensione di geniale allucinazione ed estemporanea fisicità.



Mostra a cura di: Roberto MILANI (gallerista, curatore) Cristiana PECILE (architetto, gallerista) Marzia Altaira GRAZZINI (architetto, gallerista)



UFFICIO STAMPA:

Responsabile Comunicazione La Contemporanea:
Nicoletta PECILE - tel. +39 011 0746769 cell.+39 339 7496818
n.pecile@lacontemporaneatorino.com


www.lacontemporaneatorino.com

Massimo Giannoni “Forme della Memoria”

Massimo Giannoni “Forme della Memoria” a cura di Alberto Agazzani

La Galleria Russo – Asso di Quadri dal 13 maggio al 5 giugno ospiterà la mostra personale di Massimo Giannoni, artista che si contraddistingue per stile e tecnica del tutto personali.
Giannoni riproduce sulla tela i luoghi per eccellenza dell’isolamento e della meditazione come le biblioteche e le librerie, ma al contempo affronta anche soggetti completamente diversi, come le borse d’affari e le metropoli.
Nelle biblioteche di Giannoni i veri protagonisti sono i libri, inventariati dal rigore di un bibliote- cario nelle biblioteche storiche oppure abbandonati e disordinatamente sparsi per terra nelle anonime librerie in attesa di essere inseriti e catalogati in un ordine solo apparentemente fisico, forse, ancora di più, mentale o esistenziale; templi solitari dello spirito e della cultura che invitano alla meditazione e al silenzio, e che si alternano sulle tele a quelle metafore per eccellenza caotiche della contemporaneità, come le borse d’affari, luoghi colmi di luci, di voci, di presenze umane affaccendate in una corsa senza tempo.
Il caos del presente e il silenzio del passato sono uniti nel percorso dell’artista da una mano che destreggia la forza e lo spessore della materia pittorica, addensando e scomponendo l’ac- cumulo del colore, in un flusso vitale dove anche il corpo cromatico sembra vibrare e respirare, spiegando il suo canto più solenne.
L’artista raccoglie e trasforma stimoli ed elementi della comunicazione di massa per trovare un senso all’interno dei meccanismi della complessità attraverso un linguaggio antico e arti- colato come la pittura.
L’intento di Giannoni appare quello di dare concretezza alle immagini che si accavallano in quella dimensione simultanea, di restituire una presenza fisica alla loro immaterialità come se la realtà condivisibile potesse essere soltanto quella rielaborata, ponderata e ricreata attra- verso lo sguardo e la mano dell’artista.
La forza di Giannoni risiede anche in questo, in una pittura capace di restituire la presenza fisica, quasi corporea, all’immaterialità dei soggetti più diversi e contraddittori.

Inaugurazione giovedì 13 maggio dalle ore 18:00

Galleria Russo - Asso di Quadri Via dell’Orso, 12 - Milano
orari: lunedì 14.00-19:30; da martedì a venerdì 10:30-14:00 - 15:00-19:30; sabato solo su appuntamento.

claudia.francese@galleriarusso.it www.galleriarusso.com

Press Office: May|Paola Abondio, Cristina Iannizzotto cristina@may.it +39.02.89070095

Pier Paolo Fassetta - Attesa

Si inaugura giovedì 13 maggio 2010 alle ore 19.00, e rimane allestita fino a lunedì 14 giugno, una mostra di Pier Paolo Fassetta, a cura di Fausto Raschiatore e Valentina Trisolino, intitolata Attesa.

“Attesa è la sintesi di un flusso di sensazioni emotive vissute intensamente dall’autore attraverso il reticolo dell’obiettivo e raccolte in libertà narrativa in stretta sintonia col fluire degli eventi nella loro concretezza sequenziale. Gente che entra, che esce, che sosta, che dialoga, che legge, che riflette, che passeggia, nell’Attesa di capire il senso di una condizione in apparenza non giustificata, sospesa nel tempo, enigmatica e misterica in uno spazio senza nome, senza storia e senza dimensione, tra incertezze e provvisorietà. In realtà è solo una tra le tante condizioni del nostro tempo. Un lavoro che coinvolge e rimanda alla poetica del grande artista americano Edward Hopper. Affascina di questo lavoro la location, ribalta teatrale sui generis, intrigano gli attori chiamati a interpretare ruoli mai assegnati in un sistema di relazioni legate al caso che nascono, vivono e muoiono nello spazio di un momento all’interno delle immagini che l’autore costruisce con la mente e il cuore permeandole della sua sensibilità. Come gli appunti di un diario che permettono di oggettivare la metafora dentro la scena e veicolarne il significante. Un gioco sottile e invisibile per argomentare sull’estetica fotografica, attraverso lo studio delle relazioni in un contesto improvvisato, “scatola magica attraversata da una luce speciale che conferisce a cose e persone una dimensione astratta/simbolica”. Pier Paolo Fassetta elabora, secondo il proprio sentire, un portfolio le cui fotografie, oltre ad avere equilibrio compositivo, hanno un’atmosfera sobria e una trama cromatica di raffinate tonalità linguistiche. Un gioco stimolante sulle potenzialità espressive delle Presenze e delle Relazioni in un non luogo, spazio senza tempo nel quale il fotografo ha mediato, con l’abilità di un regista esperto, ponendosi come loro tramite, alla stregua di un ponte, i cui estremi poggiano su due sponde: il tempo della Presenza e la consistenza della Relazione. L’una a sostegno dell’altra. Considerata nel suo complesso, l’opera è un ventaglio coordinato di punti di vista costruiti e filtrati da una sensibilità speciale, coniugati tra loro da una luce siderea in una trama espressiva in cui confluiscono, armonici e coerenti, segni forme spazi silenzi e sfumature. E’ un continuo fluttuare di manifestazioni spontanee, combinazioni emotive impreviste e microeventi improvvisati, tra astrazioni e realtà. Una serie di rapporti magici che definiscono nuove realtà e disegnano linguaggi inediti e passaggi visivi che vanno oltre la causalità, verso approdi narrativi indefiniti e indefinibili, per questo carichi di fascino e di misteriosi enigmi narrativi.” (Fausto Raschiatore)

“Il lavoro di Pier Paolo Fassetta non può definirsi una mera ricerca fotografica. Il suo percorso artistico ha radici molto più lontane, radicate nelle correnti degli anni Sessanta e Settanta della Land Art e dell’Arte Povera, i cui influssi arrivano nel nord-est italiano, zona d’origine dell’artista, attraverso la Biennale di Venezia e istituzioni di rilevanza internazionale come la Fondazione Bevilacqua-La Masa. Successivamente per Fassetta il mezzo fotografico, da semplice testimone di esperienze artistiche altrimenti perdute, si trasforma in un veicolo perfetto per esprimere le proprie idee, divenendo ideale punto di congiunzione tra analisi linguistica e tecnica, tra teoria e prassi. Un artista completo, dunque, maturo: con un percorso aperto a molteplici esperienze e influenze, rielaborate in un originale linguaggio personale. Non rimanendo ancorato a vecchi stilemi, Pier Paolo Fassetta ha continuato a rinnovare la propria ricerca attraverso una continua analisi, senza pregiudizi e con grande onestà intellettuale. Gli ultimi suoi lavori, di cui fa parte Attesa presentato in questa personale, sono la testimonianza di un ulteriore passo avanti dell’artista. Con immagini dall’effetto simile a quello di singoli frame video rielaborati in post-produzione, l’autore esprime un’inquietudine tutta contemporanea. Come la serie Geometrie Urbane, anche Attesa può definirsi uno sguardo intimo sull’anonimità della vita post-moderna: un’asettica sala d’aspetto diventa teatro di una realtà sfuggevole, in continuo divenire, un trasformarsi ciclico che non porta a una reale conclusione. Così come il presente vissuto da ognuno è testimone della sfrenata ricerca di un qualcosa che non riusciamo mai ad afferrare, la sala d’aspetto è assurta da Fassetta a simbolo di questa inquietudine contemporanea.” (Valentina Trisolino)

Pier Paolo Fassetta (Venezia, 1948) architetto, si dedica da sempre alla ricerca artistica attraverso il mezzo fotografico. Fin dalla giovanissima età i suoi lavori riscuotono l’interesse di critici e osservatori eccellenti del mondo della fotografia e delle arti visive. Dal 1977 una fitta serie di partecipazioni a mostre personali e collettive di pretigio gli vale una certa notorietà, ma soprattutto rafforza in lui l’intenzione di indagare i rapporti tra forma e luce in contesti non più soltanto paesaggistici, bensì di interni. Negli anni Novanta la ricerca fotografica riprende – dopo un periodo dedicato alla progettazione e al design – con nuove applicazioni rese possibili dalla tecnologia digitale. Del 2008 è il saggio Presenze, che raccoglie le espressioni di una modifica del punto di vista e della tecnica di ripresa: adeguati a un concetto di divenire dell’evento nel rispetto dell’autonomia del soggetto. Come anche, da ultimo, nei cicli Geometrie urbane e Attesa, entrambi del 2009, ove le composizioni alludono a singoli fotogrammi di una sequenza e lo spettatore è invitato alla lettura di segnali sfuggenti, ai limiti della decifrabilità.

Pier Paolo Fassetta
Attesa
A cura di Fausto Raschiatore e Valentina Trisolino
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – Roma – tel. 06.44258243)
Inaugurazione: giovedì 13 maggio 2010, ore 19.00-22.00
Fino a lunedì 14 giugno 2010 (ingresso libero)
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento
Mezzi pubblici: bus: 61, 62, 93, 310; metro: linea B, fermata Bologna (da Piazza Bologna: 400 m lungo Via Livorno o Via Michele di Lando)
Ufficio stampa: Galleria Gallerati
Informazioni: info@galleriagallerati.it, www.galleriagallerati.it, www.pierpaolofassetta.it

Elisa AbelaIl fotografo tremolante

s.t. foto libreria galleria

Elisa Abela

Il fotografo tremolante, Rurù in castigo
e altre opere su carta

a cura di Matteo Di Castro

con un testo di Emanuele Trevi
e un video-ritratto di Canecapovolto

mercoledì 19 maggio, ore 19:00

fino al 19 giugno 2010
dal martedì al sabato 10:30-20:00


s.t. foto libreria galleria presenta per la prima volta a Roma il lavoro di Elisa Abela. In mostra vengono esposti i collage che la giovane artista siciliana realizza sulle pagine di vecchi libri e su fogli di carta fotografica.

Polistrumentista attiva sulla scena del rock indipendente (dal 2008 come chitarrista del gruppo di Joe Lally), Elisa Abela ha iniziato la sua ricerca visiva collaborando con canecapovolto per le mostre “Presente Continuo” e “Diwan”.
Pur avendo sperimentato diversi linguaggi -dalla fotografia alla pittura ad olio, la matrice più originaria del suo lavoro va rintracciata in ambito grafico, nelle opere su carta.

La composizione dei collage parte dalla passione che l’artista nutre da sempre per le pubblicazioni e i materiali cartacei del passato: rotocalchi, libri per bambini, vecchi manuali specialistici, quaderni di scuola, foto di famiglia, illustrazioni pubblicitarie, titoli di giornali e riviste.
Il suo interesse si concentra soprattutto sugli aspetti più bizzarri, enigmatici, surreali, che questo repertorio iconografico offre allo spettatore contemporaneo. In particolare, è sul tema dell’identità e dei ruoli sociali, delle regole e delle istruzioni che scandiscono il nostro essere nel mondo e che hanno da sempre uno spazio privilegiato nell’universo dei media, che la ricerca di Elisa Abela pare indirizzarsi.

In alcuni casi, l’artista sceglie di intervenire direttamente su una singola pubblicazione, rielaborando l’intera materia dell’oggetto-libro: dalla copertina, compreso il titolo, alle pagine interne. Isolando alcuni dettagli di testo e combinandoli con ritagli di altre pubblicazioni, Abela produce dunque una nuova opera e offre una seconda vita, una chiave di lettura inedita, a un libro del passato.

I collage non vengono realizzati solo con forbici e colla. La risorsa tecnica e linguistica più originale di questi lavori è rappresentata dall’uso del nastro adesivo, o meglio del nastro isolante. Con la sua forte impronta materica e cromatica -oltre al bianco e al nero più diffusi nei lavori elettrici, vengono impiegati rosso, verde, giallo, blu e anche marrone- il nastro isolante è il mezzo col quale viene tracciata l’identità grafica del foglio di carta che ospita il collage. A questo percorso che tende a ridisegnare un repertorio di immagini trovate, a volte contribuisce anche l’uso del pennarello nero, chiamato a cucire, isolare, puntualizzare, –con maggiore duttilità di tratto del nastro- i diversi ritagli distribuiti sulla pagina.


Fra i libri-collage esposti in mostra, figura ad esempio un volumetto per l’infanzia degli anni venti, Rurù in castigo, una di quelle favole del passato in cui la fantasia dell’autore e dell’illustratore si esercitava soprattutto nel trovare la punizione più appropriata al cattivo comportamento dei bambini.
Di questo testo di una trentina di pagine, Elisa Abela amplifica con ironia il tono crudele, dirottandolo però in una nuova trama di situazioni e personaggi offerti da altre pubblicazioni, o da foto di famiglia vere e proprie.
Oltre al libro-collage, opera unica, in occasione della mostra viene presentata anche un’edizione digitale del Rurù in castigo di Elisa Abela, con un testo introduttivo di Emanuele Trevi. Critico letterario e scrittore, osservatore e interprete non occasionale dell’arte del passato e della scena artistica contemporanea, Trevi ha da poco pubblicato Il libro della gioia perpetua, un romanzo nato a sua volta dal ritrovamento di un racconto scritto e illustrato da una bambina.
Il volume viene pubblicato in un’edizione numerata di cento copie, su ognuna delle quali l’artista eseguirà un diverso intervento di collage col nastro isolante.

Se il libro-collage rappresenta per Elisa Abela una sfida, un corpo a corpo giocoso ma sempre impegnativo con un dato volume, i vecchi libri possono essere usati anche come dei quaderni, degli album: una riserva di pagine non-bianche in grado di soddisfare l’impulso compositivo anche più estemporaneo e da cui estrapolare poi le carte che più meritano di essere proposte al nostro sguardo.
In mostra vengono infatti presentati anche alcuni collage realizzati su un singolo foglio, o sulle facciate contigue, di vari libri. Vale la pena ricordare, ad esempio, quelli nati sulle pagine di una vecchia edizione, in formato tascabile, del Viaggio elettorale che Francesco De Sanctis compose nel 1876 per rievocare la sua esperienza di candidato al Parlamento in un collegio dell’Irpinia. Per sua stessa ammissione, in questo caso Elisa Abela ha voluto vendicarsi con un autore che le ricordava la noia del liceo e ha scelto quindi di rendere quasi totalmente illeggibile il testo, sfruttando solo il valore evocativo del titolo del libro e di alcuni capitoli.

Oltre a comporre i suoi collage sulle pagine di pubblicazioni del passato, Elisa Abela usa come supporto del suo lavoro anche dei fogli bianchi di carta fotografica.
Un nucleo significativo di queste opere ruota proprio attorno al tema della rappresentazione grafica del mondo della fotografia, sviluppato attraverso la rilettura di quei vecchi manuali illustrati che guidavano l’aspirante fotografo nelle diverse fasi di apprendimento delle tecniche tradizionali: dalla scelta dell’apparecchio e delle ottiche, all’impugnatura più adatta nelle varie situazioni di ripresa, sino al lavoro in camera oscura.
A uno di questi manuali, Il fotografo principiante, Elisa Abela ha dedicato un progetto specifico, producendo uno dei suoi libri-collage, con un titolo che distorce ironicamente quello dell’originale: Il fotografo tremolante.

Alla mostra si accompagna un video-ritratto dell’artista realizzato da Canecapovolto, il collettivo catanese che da quasi vent’anni persegue un rigoroso percorso di sperimentazione visiva, attraverso l'uso di vari media: video, film acustici, installazioni, happening, nonché collage.

http://stsenzatitolo.it/content/elisa-abela


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Roma 00193
tel/fax +39 06 64760105
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MICHELE ZINGALESLA DANZA DELLA REALTA’

ZELLE ARTE CONTEMPORANEAVia Matteo Bonello n°19 / Via Fastuca n°2, 90134 Palermo.
+39 3393691961 www.zelle.it zelle@zelle.it
MICHELE ZINGALESLA DANZA DELLA REALTA’
Testo di Davide W. Pairone OPENING/ Venerdì 21 maggio 2010 h.19.00
la mostra resterà aperta sino al 21 giugno 2010dal martedì al sabato dalle h.17.00 alle h.20.00
Zelle Arte Contemporanea, presenta la prima mostra personale del giovane artista palermitano Michele Zingales “La danza della realtà”, a cura di Davide W. Pairone.
Zingales, attraverso un nuovo ciclo di 10 dipinti, tutti di piccolo formato, racconta di un’umanità intimorita dalla sua stessa natura, in fuga da un’esistenza soffocata dalla realtà, attraverso una via d’uscita immaginaria capace di liberarla da tutti quei misteri che fin dall’infanzia albergano nella memoria. Una “Danza della realtà” che molto, oltre titolo, ha da dividere con il libro autobiografico di Alejandro Jodorowsky (regista di pellicole cult come El topo, La montagna sacra, Fando y Lis).
Michele Zingales
Nato a Palermo (Italia) nel 1987. Vive e lavora a Palermo2010
La danza della realtà, a cura di Davide W. Pairone, Zelle Arte Contemporanea, Palermo, Italia. (mostra personale)Il pensiero del fuori, a cura di Gianna Di Piazza, Complesso museale dell’ospedale psichiatrico Pietro Pisani, Palermo, Italia.
2009Copio , Proietto, Incollo, a cura di Marco Cingolani, Spazio Cannatella, Palermo, Italia.
2008Il ballo delle debuttanti, a cura di Marco Cingolani, Spazio Cannatella, Palermo, Italia.
From----to, il ponte e le sue metafore, a cura di Gianna Di Piazza, Teatro Nuovo Montevergini, Palermo, Italia. Passport #2, a cura di Daniela Bigi e Gianna Di Piazza, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo, Italia.
Davide W. Pairone è nato a Torino nel 1980. Ha pubblicato articoli e brevi saggi su diverse testate giornalistiche specializzate ed ha al suo attivo esperienze nella didattica museale. Il suo ambito di ricerca comprende la letteratura e la filosofia, ed ha curato le edizioni di alcuni romanzi scrivendone le prefazioni. Ha fatto parte della giuria in diversi premi letterari ed e' stato autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche. Collabora con spazi istituzionali e privati nell'organizzazione di mostre su artisti del panorama italiano contemporaneo. Recentemente e' entrato a far parte di Officina del SaLe, laboratorio di critica d'arte promosso dal critico milanese Flavio Arensi.

sabato 8 maggio 2010

Mostra Giovani Firme


Mostra Giovani Firme
08/05/2010
23/05/2010
inaugurazione sabato 8 marzo ore 18,30

Artisti: Andre, M. Musella, D. Cimilio, Dalma Cimino, O. Cianchi, T. Aungurenci, C. Ielo, G. Guidi, G. Ercoletti, S. Stronati, A. Marino, S. Rampioni, Mirko Lucchini, Germana Ponti,A. Scapaticci, M. Zavatta, P. Guia Muccioli, Tiziana Di Bartolomeo, E. Brancasi, Stefania Santi, N. Serra, G. Bertorelli, C. Milano, M. Seredà, Antonio Casavecchia,O. Masucci, K. Milakovic, e Luciana Ronchi

galleria@artedegas.com

Ufficio:0645543278
Via Della Stazione del Lido, 32
Roma - Ostia Lido, Italy

venerdì 7 maggio 2010

Arte Italiana: Ateliers degli artisti Fortezza del Priamàr, Palazzo del Commissario#links

Arte Italiana: Ateliers degli artisti Fortezza del Priamàr, Palazzo del Commissario#links

Ateliers degli artisti Fortezza del Priamàr, Palazzo del Commissario




















Giunta alla quarta edizione, la manifestazione degli Ateliers degli Artisti è un evento che coinvolge artisti selezionati tra i migliori interpreti dell’arte ceramica a livello locale e nazionale, ai quali sono affidati per 3 giorni sulla Fortezza del Priamar altrettanti locali trasformati in veri e propri ateliers, con un torniante a loro disposizione.
Il pubblico potrà vederli all’opera durante le fasi del loro lavoro, interagire e dialogare insieme. L’iniziativa è volta ad avvicinare il pubblico all’arte ceramica e a trasformare l’antica Fortezza per tre giorni in una vera e propria “cittadella della ceramica”.
Partecipano gli artisti Simonetta Porazzo, Brenno Pesci, Enrica Noceto, Patrizia Ricca, Rosanna La Spesa, Giorgio Venturino, Silvia Calcagno, Carlos Ferrando, Andrea Zavattaro, Gian Genta, Carmen Barbini,Gianni Piccazzo, Gianni Bacino.Esibizioni al tornio a pedale a cura di Marco Tortarolo.
Laboratorio ceramico per bambini a cura di Michela Savaia.
L’inaugurazione sarà corredata dalla presenza del gruppo “A Storia” con costumi di marinai liguri del sec. XIX e da un Laboratorio del Gusto dedicato al chinotto, a cura del Presidio Slow food di Savona.
8, 9, 10 maggio inaugurazione 8 maggio, ore 16.30 Ateliers degli artisti Fortezza del Priamàr, Palazzo del Commissario Orario: sabato 8, ore 15,30-19; domenica 9 e lunedì 10, ore 10,30-19 .

domenica 2 maggio 2010

Omaggio a Monachesi


Omaggio a Monachesi
Galleria Studio del Guelfo Roma
5-15 maggio 2010 Vicolo Sforza Cesarini 3, Roma
(per il centenario della sua nascita(1910-2010)
Galleria Studio del Guelfo Roma
5 maggio ore 17,30
giovedì venerdì e sabato 0re 16,30-19,00
5-15 maggio 2010 Vicolo Sforza Cesarini 3

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